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Superstudio - Progetti e pensieri 1966-1978

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6 I primi due eventi cui partecipava il gruppo Superstudio e nei quali addirittura si formava, grazie all’unione fra Natalini e Toraldo di Francia, sarebbero però passati assolutamente sotto silenzio dal punto di vista della critica, al di là di qualche notizia locale 3 . Di fronte ad una totale mancanza di date e di indicazioni certe, Natalini ha recentemente ricostruito le vicende retrostanti a queste due mostre, ricordando innanzitutto che nel 1966 la galleria Jolly 2 di Pistoia gli aveva chiesto in realtà di organizzare una mostra di pittura, in quanto nel 1964 il futuro fondatore del Superstudio, originario di Pistoia, aveva già esposto con successo in questa sede come pittore della cosiddetta Scuola di Pistoia 4 . Ma nel 1966 Natalini si era laureato come architetto, aveva abbandonato lo 1972, n. 366. (Vedere P. Navone, B. Orlandoni, Architettura radicale, Milano 1974, pp. 86-87). Il manifesto della prima mostra Superarchitettura era stato pubblicato poi in diversi testi, oltre che su Architettura radicale di Navone e Orlandoni. Una delle più recenti pubblicazioni di questo manifesto si trova sul catalogo Radicals architettura e design 1960-1975 a cura di Pettena; le parole sono tutte in carattere tondo minuscolo, comprese le iniziali dei nomi degli autori, della galleria, della via, della città stessa. (In Radicals architettura e design 1960- 1975, a cura di G. Pettena, catalogo della VI Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia, Venezia, Giardini di Castello, 15 settembre – 17 novembre 1996, Venezia 1996, p. 40). Era stato merito della mostra Continuità. Arte in Toscana 1968-1989 avere esposto insieme i due manifesti delle mostre Superarchitettura, nonché le foto dei due allestimenti e quella della maquette del corridoio della galleria di Pistoia arredato con prototipi e decorazioni parietali di derivazione pop, ed infine, benché non leggibile, il famoso foglio con le didascalie e le piccole illustrazioni dei dieci progetti fra cui quelli architettonici di sistemi industriali e di strutture urbane (in Continuità. Arte in Toscana 1968-1989, a cura di D. Soutif, catalogo della mostra Continuità. Arte in Toscana 1968-1989, Pistoia, Palazzo Fabroni, 24 febbraio-9 giugno 2002, Pistoia 2002, pp. 132-133 per le immagini pubblicate e p. 158 per i dati d’archivio e di reperimento del materiale). Da ricordare anche la mostra Les années pop, citata a p. 158 dello stesso catalogo Continuità, realizzata al Centre Pompidou di Parigi dal 15 marzo al 2 luglio 2001, in cui fra le opere dell’anno 1966 erano stati pubblicati: il manifesto della prima mostra Superarchitettura e la veduta della stanza e del corridoio (immagini 66. 47 e 66.48, catalogo Les années pop, sous la direction de M. Francis, catalogue des exposition Les années pop, Paris, Centre George Pompidou, Galerie 1, 15 mars-18 juin 2001, Paris 2001, catalogo non paginato). 3 La ricostruzione dei primi anni di attività del Superstudio e delle prime loro apparizioni pubbliche mi è stata possibile solo grazie al colloquio che ho avuto con Adolfo Natalini il 5 giugno 2003. Di fronte alla grande difficoltà infatti di reperimento del materiale soprattutto per queste prime due mostre, Natalini ha cercato di colmare le mie lacune ricordandomi che fino al 1969 pochissime erano state le attenzioni nei confronti del suo gruppo: addirittura egli ha messo in forse la presenza di articoli anche brevi sulla stampa locale in occasione di queste due mostre Superarchitettura. A riprova di tali affermazioni è anche il recentissimo catalogo Superstudio: Life Without Objects, realizzato in occasione della mostra omonima sul gruppo: è questo il primo tentativo della critica di affrontare anche gli anni 1966-1968 del Superstudio stesso, di ricostruirne le tappe in modo filologicamente corretto e senza sfalsamenti temporali. (Vedere Superstudio: Life Without Objects, catalogue of the exhibition Superstudio: Life Without Objects, organised by P. Lang e W. Menking, London, Design Museum, 31 March-8 June 2003, London 2003); per il discorso sui primi anni le mie ricerche hanno trovato conferma da quanto detto da P. Lang e W. Menking nel saggio introduttivo, Only Architecture Will Be Our Lives, pp. 11-32: significativo il fatto che anche i due autori hanno dovuto intervistare Natalini (nel dicembre 2002) per ricostruire questi primi anni. 4 La formazione di Natalini come pittore era infatti avvenuta con Roberto Barni, Gianni Ruffi e solo marginalmente Umberto Buscioni a Pistoia: i quattro artisti, che realizzavano nei primi anni sessanta
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Superstudio - Progetti e pensieri 1966-1978

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Bignotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Vania Strukelj
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 642

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