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Le privatizzazioni in Italia. Il caso Enel

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10 Salta agli occhi la possibilità di forti tensioni fra finalità tanto diverse e distanti fra loro. La proprietà pubblica, com’ è noto, in talune sue versioni è stata vista e impiegata come un sostituto del mercato, come il mezzo per la creazione di un’ economia mista, tanto dal punto di vista delle strutture giuridico- organizzative, tanto da quello dei principi informatori. 1.2 L’ ENTRATA IN CRISI DELLE IMPRESE PUBBLICHE Come si è già visto, è certamente sbagliato assumere che le collettivizzazioni, e più specificatamente le nazionalizzazioni, riflettano sempre valori e finalità di stampo socialista. Bismarck, Mussolini, Franco e De Grulle sono stati fra i più energici nazionalizzatori della storia europea. La proprietà pubblica è stata invocata sulla base delle ragioni più disparate. A prescindere dalla molteplicità degli obiettivi e del fatto che l’ acquisizione in mano pubblica sia il portato di orientamenti mercantilisti e dirigisti, o piuttosto di principi socialisti, l’ assunto centrale è sempre stato che il passaggio dalla proprietà privata a quella pubblica avrebbe aumentato la capacità del governo di influenzare l’ andamento dell’ economia. Le imprese pubbliche avrebbero modificato la struttura economica direttamente, attraverso le loro decisioni concernenti la produzione, e indirettamente, attraverso quelle concernenti i prezzi. Tuttavia, l’ esperienza ha mostrato che proprietà pubblica e controllo pubblico non sono affatto la stessa cosa. In effetti, il problema di imporre un controllo pubblico effettivo sulle imprese in mano pubblica si è dimostrato così spinoso che il principale fine in vista del quale tali imprese sono state create – il controllo dell’ economia – è stato quasi totalmente dimenticato. In concreto, la nazionalizzazione non ha fatto buona prova di sé come strumento di politica macro o microeconomica. La legislazione che in Francia, nel Regno Unito e in altre nazioni europee disponeva, nel secondo dopoguerra, il passaggio di molte grosse imprese ad un regime proprietario pubblico statuiva tipicamente i propri obiettivi in termini estremamente generali, e vedeva i dirigenti di tali imprese come altrettanti fiduciari dell’ interesse pubblico. Si presumeva infatti che tali manager operassero “a distanza di sicurezza” dal governo, per quanto quest’ultimo disponesse di alcuni poteri su di essi, come quelli di nomina, di direttiva, di approvazione dei programmi di investimento (in misura
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Le privatizzazioni in Italia. Il caso Enel

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Informazioni tesi

  Autore: Ciro Francesco Santoro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Ciro Francesco Santoro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

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