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Le privatizzazioni in Italia. Il caso Enel

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11 maggiore o minore a seconda delle nazioni o del tipo di proprietà pubblica prescelto) . Economisti acuti come I. M. D. Little e W. Arthur Lewis compresero presto i pericoli di una soluzione istituzionale in cui gli obiettivi erano mal definiti e risultava estremamente difficile stabilire ex post se essi erano stati effettivamente raggiunti o meno. Gli incentivi offerti in una tale soluzione organizzativa avrebbero infatti potuto indurre i manager del settore pubblico – in pratica immuni da controlli, specie da quello parlamentare – a massimizzare comunque la scala delle operazioni, posti i vincoli finanziari esterni, o ad assestarsi su un quieto vivere non disturbato da trasformazioni nelle pratiche lavorative o da difficoltà nelle relazioni sindacali, anziché a perseguire l’ interesse pubblico. L’ insoddisfazione circa il rendimento delle imprese nazionalizzate diede luogo a reiterati tentativi di prescrivere obiettivi più specifici. Un tema comune ai white papers del ministero del Tesoro del 1961, 1967 e 1978 era la maggior enfasi posta su considerazioni commerciali, piuttosto che sull’ interesse pubblico, nonché su controlli finanziari esterni, piuttosto che su un esame dettagliato da parte del governo della gestione ordinaria delle imprese nazionalizzate. Secondo gli autori di tali papers invece, ciò che si verificò fu la crescita delle intrusioni governative, cosí come l’ erosione dell’ autonomia dei manager nelle decisioni riguardanti gli investimenti, la programmazione e le relazioni industriali. Pertanto, l’ interferenza ministeriale è stata frequente e pervasiva, ma si è di norma svolta in via informale. Inoltre la prerogativa ministeriale di impartire direttive, sebbene poco usata per il suo scopo ufficiale, è stata invocata come un mezzo per scaricare le responsabilità di decisioni impopolari ( Wade 1988 )2. 2 WADE W.:Administrative law,Oxford: Clarendo, VI ed. 1988 v.p. 161 Le nazionalizzazioni francesi del 1982-83 determinarono problemi analoghi. Di nuovo, gli obiettivi non venivano definiti chiaramente, né prima né dopo le elezioni. Come era da attendersi, il grado di influenza che il governo avrebbe dovuto esercitare sulle imprese nazionalizzate divenne uno speciale oggetto di controversia. Nel maggio del 1983 Mitterand affermava che “ le industrie nazionalizzate dovrebbero godere di totale autonomia di decisione e di azione”. In concreto, tuttavia, alle imprese appena nazionalizzate mancò sia tale autonomia nella gestione ordinaria sia una adeguata direzione statale circa le strategie di lungo termine.
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Le privatizzazioni in Italia. Il caso Enel

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Informazioni tesi

  Autore: Ciro Francesco Santoro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Ciro Francesco Santoro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

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