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La cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea con l'Asia

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Capitolo 1 – L’Unione Europea e la cooperazione allo sviluppo 5 anche politico. L’evoluzione interessa l’intero ambito di questa politica comunitaria a prescindere dalla zona del mondo in esame, con l’identità e credibilità dell'Unione sulla scena internazionale indissolubilmente soggetta ad un giudizio di merito in funzione di questi elementi. Le origini della cooperazione europea allo sviluppo risalgono al regime speciale 4 sancito nel rapporto di associazione alla Comunità dei paesi e territori d'oltremare (PTOM) 5 , rapporto definito sin dal momento della costituzione della Cee nel 1957. Molti di questi paesi ottennero poi l'indipendenza durante il decennio successivo, per cui era nel comune interesse delle parti proseguire ogni collaborazione in un quadro di accordi sempre più perfezionati che assunse la forma delle due successive convenzioni di Yaoundé 6 (1963 e 1969). All’indomani dell'adesione alla Comunità del Regno Unito, avvenuta nel 1973, si rese inoltre necessario un ulteriore adeguamento del quadro generale di cooperazione (v. infra 1.4), tenuto anche conto del significativo aumento del numero degli Stati parti degli accordi di cooperazione. Tale tendenza generale si concretizzò, nella sua forma più nota, con la firma della prima convenzione di Lomé (1975) avente ad oggetto il partenariato con paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), le cui successive omonime convenzioni crearono la base concettuale del celebre accordo di Coutonou nel 2000 7 . È comunque 4 Permangono, negli art.182-188 della parte IV del TCE, disposizioni relative al regime tuttora applicabile ai PTOM. L’obiettivo di tale regime speciale di associazione consisteva nell’estendere a tutto il territorio comunitario le relazioni particolari che i PTOM avevano, per motivi storici, solamente con alcuni Stati membri, nonché quello di garantire a tutti questi territori un trattamento privilegiato nei rapporti con la CE. 5 L’allegato II del TCE contiene l’elenco di tali paesi, mentre l’art.182 elenca gli Stati membri che mantengono “relazioni particolari” con i PTOM. 6 Le convenzioni di Yaoundè I°e II° vennero sottoscritte dai sei Stati CEE e da 18 paesi di nuova indipendenza, riuniti nella Association des Etats Africains et Malgache 7 Vista la scadenza della Convenzione di Lomè IV il 29 febbraio 2000 ed il mutato contesto internazionale, soprattutto in seguito all'istituzione del WTO, si è reso necessario negoziare nuovi accordi coi paesi ACP. Il nuovo accordo di partenariato tra l'Unione europea e i paesi ACP, firmato il 23 giugno 2000 a Cotonou, capitale del Benin, poggia su cinque pilastri che sintetizzano il perfezionamento della strategia cooperativa dell’Unione su scala globale. Innanzitutto il dialogo politico permanente è inteso a prevenire lo scoppio di crisi, per evitare di dover ricorrere alla clausola di condizionalità, cioè alla sospensione della cooperazione in caso di mancato rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto. Anche la buona gestione della cosa pubblica è oggetto di un dialogo regolare. La partecipazione della società civile e dei soggetti economici e sociali è favorita da alcune disposizioni di moderna concezione inserite nel nuovo accordo, in particolare al fine di
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La cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea con l'Asia

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Informazioni tesi

Autore: Massimo Bartoli
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2003-04
Università: Università degli Studi di Perugia
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace
Relatore: FabioRaspadori
Lingua: Italiano
Num. pagine: 117

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