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La cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea con l'Asia

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Capitolo 1 – L’Unione Europea e la cooperazione allo sviluppo 8 I fondamenti del secondo risiedono essenzialmente nella possibilità comunitaria di stabilire appositi programmi pluriennali di cooperazione allo sviluppo (art.179 TCE) non confliggenti con le finalità della politica commerciale comune (Tit. IX TCE). Uno strumento essenziale di tale approccio è costituito, come vedremo, dal sistema di preferenze generalizzate 11 (SPG), ideato innanzitutto per facilitare l'ingresso nel mercato comunitario dei prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo. Lo strumento finanziario generale per l’attuazione delle politiche in oggetto è costituito dal bilancio comunitario; da questo scaturiscono gli stanziamenti dedicati alla cooperazione allo sviluppo seguendo un duplice approccio. Il primo può definirsi un approccio di tipo geografico ed è ripartito sulle tre zone del bacino del Mediterraneo, dell’Asia e America latina e quindi dell’Africa del sud. L'aiuto viene in tale eventualità conferito sotto forma di prestiti a fondo perduto ed è di norma usualmente orientato alla cooperazione finanziaria, tecnica ed economica. La seconda tipologia di approccio può definirsi come a carattere tematico 12 (o settoriale) ed è basata sull’appartenenza dei beneficiari a specifiche e 11 Il SPG esprime l’approccio “commerciale” dell’Unione Europea verso la cooperazione internazionale. Dopo la conferenza tenuta dall'UNCTAD nel 1968, la Comunità europea è stata il primo soggetto di diritto internazionale ad applicare un sistema di preferenze generalizzate (1971). L'idea è concedere franchigie, o almeno riduzioni doganali, ai paesi in via di sviluppo sui prodotti industriali finiti e semilavorati, agricoli trasformati e tessili, senza la previsione di alcuna clausola di reciprocità da parte dei paesi beneficiari, il cui solo obbligo è applicare la clausola di nazione più favorita e non praticare alcuna discriminazione verso i paesi europei. Gli obiettivi dichiarati di tale scelta si sostanziano nel favorire l'aumento degli introiti dovuti all'esportazione per i PVS, promuoverne l'industrializzazione ed accelerarne la crescita economica. Gli sviluppi progressivi dell’SPG prevedono successivamente la possibilità di istituire “regimi incentivanti” con criteri selettivi ( non prevedendoli ad esempio per i PVS esportatori di petrolio ) attraverso clausole ambientali o sociali, oppure modulando le tariffe in funzione dell'importanza dei singoli prodotti o adottando meccanismi graduali per favorire tali paesi.. Va detto che il Consiglio ha la possibilità di sospendere il SPG qualora determinato paese non rispetti alcuni parametri fondamentali, in particolare quelli legati ai diritti umani. In www.europa.eu.int/scadplus/leg/it/lvb/r12000.htm 12 Il cosiddetto approccio tematico è un altro aspetto che caratterizza le politiche di cooperazione dell’Unione Europea e svolge sicuramente un ruolo non secondario rispetto a quello istituzionale ed a quello commerciale. Occupa infatti un posto importante sia fra le azioni a dimensioni universale sia in quelle a carattere regionale. Ciò è dimostrato dal numero di settori coinvolti, tra i quali l'ambiente e la lotta all'AIDS e alla droga. Due ambiti rivestono un'importanza particolare: il sostegno alla sicurezza degli alimenti e l'aiuto umanitario. In www.europa.eu.int/scadplus/leg/it/lvb/r12000.htm
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La cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea con l'Asia

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Bartoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace
  Relatore: Fabio Raspadori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

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