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Il bullismo adolescenziale. Uno studio condotto nel sulcis iglesiente

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6 dell’attaccamento , il pensiero degli psicoanalisti, la teoria dell’identità sociale, la categorizzazione sociale e il fatto che queste siano influenzate da stereotipi e pregiudizi. Il periodo adolescenziale rientra in una fascia d’età in cui è obbligatorio l’inserimento in un ambiente scolastico. Tale aspetto assume una fondamentale importanza: gli adolescenti passano gran parte del loro tempo a scuola e questo gli permette sia di stare a contatto con i propri coetanei, sia di sottoporsi all’inevitabile confronto-scontro con le figure adulte (in questo caso non rappresentate dai genitori ma dagli insegnanti). L’adolescenza è dunque un periodo di cambiamento, di passaggio, di transizione, che non avviene solo nel corpo e nella mente del singolo giovane, ma avviene anche all’interno dell’ambiente sociale, inevitabilmente influenzato delle relazioni che ciascuno vive negli spazi di interazione con i propri pari e con le figure adulte di riferimento. Rientrano sotto la definizione di bullismo tutti gli atti di prevaricazione compiuti da uno o più ragazzi nei confronti di un soggetto che in quel contesto risulta più debole ed è sottoposto ad angherie di vario genere. E’ un fenomeno rilevato prevalentemente nelle scuole, dato che queste sono il luogo in cui i ragazzi si frequentano per la maggior parte del tempo, ma non si escludono tutti gli altri luoghi di aggregazione e il tragitto scuola-casa. Il bullismo è un fenomeno che si riscontra con particolare intensità tra i bambini delle scuole elementari e diminuisce col passaggio alle scuole medie. Con l’ingresso nell’età adolescenziale il bullismo non scompare, ma appare in dimensione minore. Uno studio approfondito dimostra, che il mutamento del fenomeno è di tipo qualitativo, più che quantitativo, per cui risulta meno rilevabile con i questionari standardizzati per le scuole elementari, ma torna evidente con l’applicazione del questionario, realizzato con lo scopo di verificare la presenza di fenomeni di prevaricazione, dell’età adolescenziale. Il cambiamento nelle modalità di prevaricazione che si riscontra nelle scuole superiori, rispetto alle scuole elementari e medie, coincide con l’età adolescenziale. Le nuove tipologie di prevaricazione hanno modalità che le rendono molto più simili alle vessazioni tipiche del mobbing, che a quelle del bullismo infantile. Dalle aggressioni fisiche si passa alle offese verbali e soprattutto ad azioni subdole e nascoste con le finalità della profonda offesa psicologica della vittima. Con questo non si vuole asserire che il bullo sia destinato a diventare mobber, non esiste, infatti, alcuna ricerca che dimostri il legame tra i due fenomeni in modo diretto. Altre ricerche, però, hanno evidenziato che i bulli hanno statisticamente più probabilità di diventare adulti prevaricanti, se non addirittura criminali, rispetto ai ragazzi non bulli.
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Il bullismo adolescenziale. Uno studio condotto nel sulcis iglesiente

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Informazioni tesi

  Autore: Diana Sotgiu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Franco Marini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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Parole chiave

adolescenza
adolescenziali
bullismo
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