La luce nella tomba. Fede, ideologie e strategie di fronte alla morte nella Castelvetrano di sec. XVI e XVII

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12 stati: la relazione del canonico Noto, segretario del duca di Terranova, al suo signore che gli chiedeva notizia dei possedimenti che gli erano pervenuti in eredità, nel 1732; il “diario” tenuto dal notaio Vincenzo Graffeo durante l’epidemia di peste nel paese e inoltre i testamenti di alcuni dei protagonisti della storia. Infine, coerentemente con il mio personale patrimonio culturale, ho voluto terminare il lavoro con le testimonianze orali di una cultura popolare che comincia a sparire, patrimonio delle passate generazioni a cui le nuove guardano con indifferenza. La trasmissione orale di usi e superstizioni legate alla morte è resa possibile dalla sopravvivenza di un mondo “magico” che solo il potere della televisione ha strappato dalla emarginazione in cui è vissuto fino alla Seconda Guerra Mondiale. La Sicilia, per secoli periferia della civiltà occidentale, preda di trafficanti della politica, pozzo senza fondo di sussidi economici volatilizzatisi misteriosamente, ha vissuto, a livello popolare, in una nicchia oscura che ha salvaguardato un certo tipo di cultura (o subcultura). Le nuove generazioni, prive di questo patrimonio, rischiano di perdere i contatti con le proprie radici nell’omologazione prodotta dai vari reality show della tv spazzatura. Lungi da me il desiderio di una reviviscenza di quell’armamentario di superstizioni frutto di altre esperienze e di emarginazione, ma la conoscenza di quel mondo ormai sparito potrebbe ispirare una rielaborazione degli atteggiamenti contemporanei verso la malattia e la morte. Come sostiene Cecilia Costa: Il malessere della cultura contemporanea è, in parte, il prodotto della crisi di una libertà svuotata di contenuti ideali: l’autonomia raggiunta dall’ “attore sociale” reca in sé un disorientamento che trae origine dalla perdita della “nozione di transitorietà della vita”; il dibattito in corso sulla “dolce morte” è una sintesi di tendenze etico-psicologiche moderne, alimentate peraltro da un desiderio –provocato dall’incrociarsi di scienza e ragione- di ottenere a tutti i costi “il controllo della propria vita al momento stabilito, anzichè essere soggetti ai capricci della malattia e di una lunga agonia”. 4 4 C. Costa, L’individuo la morte e la malattia, op. cit., p.89.

Anteprima della Tesi di Caterina Basile

Anteprima della tesi: La luce nella tomba. Fede, ideologie e strategie di fronte alla morte nella Castelvetrano di sec. XVI e XVII, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Caterina Basile Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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