La libera circolazione dei pazienti nell'Unione Europea

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- 3 - cittadini, promuovendo adeguate politiche di programmazione e di previsione di interventi, ma obbliga gli stessi sistemi sanitari a dare risposte anche ad altri cittadini europei, che si rivolgono a quei servizi sanitari per ottenere cure e/o trattamenti non disponibili oppure non considerati appropriati, efficaci ed efficienti nel loro paese di origine. Inoltre i servizi sanitari sono chiamati a “seguire”, in termini di copertura finanziaria, i propri assistiti (nazionali) che si recano all’estero per ottenere le cure necessarie. Di questi temi si sono occupate sia la Corte di Giustizia, sia la Commissione Europea. Affronteremo le decisioni della Corte di Giustizia nel capitolo 2. Nel trattare l’azione della Commissione europea si evince il passaggio da “Sanità pubblica”, di competenza degli stati membri, che fino ad ora è stata la materia di principale discussione e da cui prende il via il tema di cui si sta trattando, a “libera prestazione dei servizi” che è da considerarsi come materia trasversale, riflesso della “Sanità pubblica”. A differenza di quest’ultima, la “libera prestazione dei servizi” rientra pienamente nelle competenze de lege late e de lege ferenda ed è stata oggetto di numerose pronunce della Corte di Giustizia a seguito di rinvii pregiudiziali di giudici ordinari, per chiarire i contenuti di normative comunitarie aventi per oggetto la libera prestazione di servizi. La Commissione, agli inizi del 2004, ha presentato una proposta di Direttiva 2 sui Servizi nel Mercato Interno (conosciuta con il nome di “Direttiva Bolkestein”, dal nome dell’allora commissario europeo al Mercato Interno), nella quale sono contenuti anche riferimenti espliciti al tema delle cure sanitarie erogate e fruite dai cittadini europei in uno Stato membro diverso da quello in cui sono assicurati. Questa proposta di direttiva merita una particolare attenzione sia per come si è evoluta la fase di approvazione del testo sia perché costituisce il tentativo di positivizzare in un atto normativo comunitario il principio della libertà di movimento dei pazienti, più volte affermato nelle sentenze della Corte di Giustizia. 2 Proposta della commissione COM/2004/2.

Anteprima della Tesi di Francesca Paveglio

Anteprima della tesi: La libera circolazione dei pazienti nell'Unione Europea, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca Paveglio Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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