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Questione di stile. Scrivere per capire e farsi capire all'interno della Pubblica Amministrazione

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Introduzione 7 burocratico è qualcosa di più della mera sostituzione di un termine desueto con uno familiare nella lingua comune. Non vuol dire neppure trascrivere norme e circolari attraverso un uso abile e sapiente della grammatica. Significa invece intervenire a tutti i livelli su una lingua settoriale, arcaica, altisonante e ormai anacronistica rispetto al tempo presente, ma che risulta ancora ben depositata nella tenace tradizione burocratica da perpetuare. Il burocratese si presenta insomma come sistema difficilmente penetrabile per le persone comuni, vista la sua natura altamente specialistica, dovuta sia alla complessità delle materie che tratta, ma anche, talvolta, alla volontà dei burocrati di mantenere lo status quo. Anche per questo è necessario quindi sostituire il linguaggio burocratico con quello della quotidianità, per renderlo finalmente comprensibile a chiunque, nell’ottica della semplicità, della chiarezza e della riconoscibilità. Essere capiti e farsi capire sono passaggi fondamentali per le amministrazioni che puntano a diventare moderne ed efficienti, e a dotarsi quindi di una comunicazione che sappia essere al tempo stesso veloce ed economica, oltre che affidabile. La prospettiva che si assume in questo lavoro, per affrontare la questione della semplificazione del linguaggio burocratico, è quella della leggibilità e della comprensibilità dei testi scritti: si tratta di due parametri importanti che, spostando il focus sul destinatario, aiutano di conseguenza l’autore a scrivere in modo chiaro, semplice e preciso. A monte del bisogno di avere testi pubblici leggibili e comprensibili si rintraccia la rivendicazione dei cittadini dei propri diritti civili, primo tra tutti il diritto di capire, nel quadro più generale del diritto all’informazione. I cittadini infatti, di fronte all’articolazione ad elevata complessità del settore pubblico, non di rado si trovano in presenza di una struttura istituzionale poco conoscibile e trasparente rispetto ai suoi meccanismi di gestione. Accanto al diritto di manifestazione del proprio pensiero, si correla dunque la libertà di informarsi e di mettere in atto tutti i comportamenti necessari per acquisire dati, informazioni, notizie. In sostanza all’accezione attiva del diritto di informazione, se ne affianca una passiva, essenziale per la formazione di un’opinione pubblica documentata e non manipolata dall’alto.
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Questione di stile. Scrivere per capire e farsi capire all'interno della Pubblica Amministrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Domini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Maurizio Boldrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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Parole chiave

amministrazione
antilingua
autoreferenzialità
burocratese
comprensibilità
comune
comunicazione
informazione
innovazione
legge 150/2000
leggibilità
linguaggio amministrativo
scrittura controllata
semplificazione
testo pubblico
trasparenza
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