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Questione di stile. Scrivere per capire e farsi capire all'interno della Pubblica Amministrazione

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Introduzione 8 Questa esigenza della collettività si riflette sulle amministrazioni che, attraverso corsi di formazione e progetti sperimentali di semplificazione linguistica, stanno dimostrando di aver riconosciuto tale diritto, nelle sue molteplici sfaccettature, e soprattutto di averlo trasformato in un dovere a cui conformare l’efficacia delle proprie comunicazioni. A tale scopo, le tecniche di scrittura controllata, mutuate dagli studi di comunicazione ma anche di sociolinguistica e statistica linguistica, si rivelano utili strumenti pratici per un intervento consapevole sulle modalità comunicative del produttore del messaggio. In sostanza quindi, il problema specifico della scrittura istituzionale viene inquadrato in una riflessione più ampia, che parte dal considerare prima di tutto le modalità di produzione dei testi scritti, soprattutto di quelli con una dichiarata valenza comunicativa, che mirano cioè a raggiungere il destinatario, modificandone idee e comportamenti. Poiché il presupposto teorico che fa da sfondo all’intera riflessione è la pressoché infinita perfettibilità dei testi, dovuta all’altrettanto illimitata duttilità del linguaggio verbale, i criteri dello scrivere chiaro vanno intesi non come regole ferree bensì come suggerimenti costruiti sul buon senso, aperti e migliorabili per definizione. Tra l’altro non è detto che un testo scritto con i criteri della buona scrittura venga comunque automaticamente incamerato e capito dal destinatario; la natura del processo di comprensione è infatti altamente probabilistica, e dipende anche da fattori come la motivazione e l’interesse del lettore, molto soggettivi e scarsamente quantificabili. Ciò che si può affermare è che, di certo, un testo scritto in modo lineare e preciso, in funzione del destinatario, con i contenuti disposti logicamente, è più facile da comprendere per chi lo legge. È per questo che gli sforzi per semplificare il linguaggio burocratico vanno sostenuti: purtroppo, in ambiti istituzionali, questa nuova sensibilità nei confronti degli usi della lingua non viene sempre condivisa. Solo attraverso una sistematica educazione all’uso della lingua, che abbia l’efficacia comunicativa come criterio fondamentale, è possibile che, nelle amministrazioni pubbliche, lo snellimento del linguaggio diventi un fatto normale, cioè reale, realizzabile, realizzato.
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Questione di stile. Scrivere per capire e farsi capire all'interno della Pubblica Amministrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Anna Domini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Maurizio Boldrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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Parole chiave

amministrazione
antilingua
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burocratese
comprensibilità
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informazione
innovazione
legge 150/2000
leggibilità
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