L'ultima battaglia di Giovanni Paolo II. Il Vaticano e i suoi rappresentanti nei giorni convulsi della guerra contro l'Iraq; le relazioni internazionali della Santa Sede negli articoli e negli editoriali dei maggiori giornali italiani

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13 1.3. Habemus papam Dalle cronache dei Sacri Palazzi si apprende che Wojtyla accetta la nomina con una certa preoccupazione, come sottostando a un destino del tutto indipendente dalla sua volontà e al quale è impossibile sottrarsi. Le sue prime parole sono quasi una preghiera a Dio e alla Madre di Cristo, per ringraziare e accettare l’incarico, nonostante le gravi difficoltà. Gli stessi sentimenti traspaiono quando si affaccia per la prima volta dalla finestra di San Pietro sulla folla in attesa: è visibilmente emozionato, un misto di contentezza stupita e di concentrazione sul senso della sua missione. Sente di dover giustificare, con il suo operato, la scelta inattesa del Conclave e di dover conquistare a questa novità l’Italia e la comunità cristiana di tutto il mondo. I fedeli presenti in Piazza San Pietro accolgono con un caloroso applauso il primo discorso del nuovo pontefice che, in italiano incerto e ignorando il cerimoniale che prevede unicamente una benedizione in latino, ironizza sulla sua non perfetta padronanza della “vostra, anzi nostra bella lingua italiana” e urla alla folla “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Nella memoria collettiva degli italiani rimane impresso anche il suo invito “Se sbaglio mi corrigerete” che instaura subito un clima informale tra i fedeli e il loro nuovo pastore. Dopo i primi viaggi nelle parrocchie italiane, nella sua diocesi e all’estero, l’opera missionaria di Giovanni Paolo II conosce una prima, forzata interruzione. Mercoledì 13 maggio 1981, nel luogo apparentemente più sicuro per un papa, cioè Piazza San Pietro, due colpi di pistola lo feriscono gravemente davanti agli occhi di migliaia di fedeli radunati per salutarlo ed assistere all’appuntamento settimanale dell’Angelus. Il papa si accascia sulla sua campagnola bianca, ferito, insieme a due turiste americane, dai colpi sparati dalla Browning Calibro 9 del 23enne terrorista turco Mehmet Alì Agca, sfuggito dalle carceri del suo paese dove avrebbe dovuto scontare una

Anteprima della Tesi di Silvia Di Mella

Anteprima della tesi: L'ultima battaglia di Giovanni Paolo II. Il Vaticano e i suoi rappresentanti nei giorni convulsi della guerra contro l'Iraq; le relazioni internazionali della Santa Sede negli articoli e negli editoriali dei maggiori giornali italiani, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Silvia Di Mella Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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