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Eretici e inquisitori medievali nell'opera di Cesare Cantù

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21 Pietro Valdo, mercante di Lione, venduti gli averi suoi come poi fece san Francesco, s’eresse riformatore dei costumi come questo, ma non sottoponendo la propria alla volontà della Chiesa, anzi asserendo questa avere traviato dal vangelo, e volersi richiamarla alla semplicità primitiva lxxviii . Una scelta di povertà assoluta e una vita votata all’imitazione dei primi apostoli lxxix non potevano certo portare ad una condanna per eresia. Suo unico, ma gravissimo errore, come afferma anche Jacques Bénigne Bossuet lxxx , è stata la disobbedienza lxxxi . Nell’articolo sul Mondo Illustrato Valdesio viene figurato come un laico che, convertito dopo la morte improvvisa di un amico giurante il falso, si è dedicato alla preghiera, al digiuno, all’imitazione di Cristo lxxxii e alla predicazione non di “dogmi astrusi, ma intelligibili ad ogni senno” lxxxiii . Valdesio riprovava i giuramenti, intimava la povertà, negava ai magistrati il diritto di condannare a morte lxxxiv ma, soprattutto, accusava la Curia di corruzione, richiamandola alla semplicità apostolica. “Non più lusso di culto, non ricchezza di preti, non potenza temporale dei papi” lxxxv . Quale è quel rivoluzionario che non comincia dal domandar riforme? Anche Waldo, circa il 1180, cominciò a criticare la Chiesa visibile: gli antichi decreti di essa e la sentenza dei Padri non aver nulla più che le scomuniche e l’assoluzione e l’indulgenze e l’acqua benedetta e i pellegrinaggi; nessun santo eccetto gli apostoli; prestigi i miracoli; inutilità le feste e l’invocazione dei santi, essendo Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini: quantunque riprovasse le imagini, pure conservava il Crocifisso, ma croce mozza in forma di T all’antica, e coi piedi confitti un sopra l’altro, lo che parea scandalo quando faceansi sempre con quattro chiodi lxxxvi . Un simile attacco alla supremazia teologica e alla temporalità della Chiesa bastava, per un deputato che più volte fu costretto a difenderla strenuamente in
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Eretici e inquisitori medievali nell'opera di Cesare Cantù

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Informazioni tesi

  Autore: Antonio Pirozzolo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Grado Giovanni Merlo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 247

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