Il migrante come attore trasnazionale: le rimesse come fattore di co-sviluppo

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7 aspetto induce a leggerli come processi circolatori da e per più territori. In questo senso, il migrante diventa ponte tra due territori e culture dopo vari anni di esperienze e di tentativi di inserimento, pur non assumendo una chiara identità in nessuna delle due, visto il suo carattere mobile e aleatorio. Le migrazioni, indotte a soddisfare la richiesta di mano d’opera meno qualificata, spesso si fondano su passati legami coloniali e su legami commerciali o amministrativi. Oltre a quella lavorativa, possono essere legate a ricongiungimenti famigliari, studio, turismo, residenza elettiva e motivazioni religiose Spesso, dietro un progetto migratorio, vi è la volontà e l’aiuto di un intero clan famigliare che investe nella persona forte e giovane affinché questa possa affrontare il viaggio e migliorare la sua posizione economica e, di riflesso, attraverso le rimesse, quella della famiglia. E’ cambiata anche l’immagine di chi emigra. Non è solo lo stereotipo del povero e disoccupato che tenta con mezzi di fortuna l‘approdo in Europa ma da tempo si emigra anche da Paesi sviluppati, per il cosiddetto fenomeno del “brain and skill drain”, cioè fuga di cervelli nei settori ad alta qualificazione. Nella dimensione transnazionale e nella circolarità del processo è possibile cogliere il nesso tra migrazioni e cooperazione. A livello internazionale si configurano due filosofie di intervento in materia di politiche di cooperazione internazionale, relative al nesso migrazioni-rimesse- sviluppo. Si può parlare di un approccio centrato sul nesso tra migrazioni e sviluppo e di un secondo approccio focalizzato sul tema della gestione dei flussi migratori. Nel primo caso si enfatizza l’interesse e il punto di vista dei Paesi di origine dei flussi migratori e per sviluppo si intende principalmente quello di quei Paesi, dei quali sarebbe importante conoscere gli obiettivi strategici. Si perseguono obiettivi di breve periodo, visto la difficoltà a ragionare su scenari a più lungo termine. Nel secondo approccio prevale l’ottica dei Paesi di approdo dei migranti, interessati a trovare le migliori condizioni per gestire il fenomeno, in modo vantaggioso rispetto alla propria economia. Qui i tempi sono programmati su lunghi periodi. Dal punto di vista economico il nesso tra migrazioni e sviluppo significa focalizzarsi sul lato dell’offerta migratoria, riconoscendo le esigenze di mobilità alla base di ogni processo di sviluppo. Il nesso migrazioni-gestione dei flussi guarda al lato della domanda migratoria e vede il migrante come vittima, oggetto di discriminazione, peso o problema quasi mai come agente di sviluppo.

Anteprima della Tesi di Ferruccio Melappioni

Anteprima della tesi: Il migrante come attore trasnazionale: le rimesse come fattore di co-sviluppo, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Interfacoltà

Autore: Ferruccio Melappioni Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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