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Atto amministrativo informatico

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intervenuta la disciplina contenuta nel Codice dell’Amministrazione Digitale. Su tale processo esistono tesi contrapposte. C’è chi sostiene che si tratta di vera e propria rivoluzione, che pone l’Italia tra i paesi più all’avanguardia in materia. E poi c’è chi, invece, mostra qualche perplessità e remora circa l’adattabilità di tali “innovazioni” nella società italiana odierna. Infatti l’attuazione di tali principi pone alcuni importanti problemi; uno di questi riguarda la fissazione dei principi fondamentali cui ancorare la produzione normativa in materia, in modo tale da creare delle solide basi che consentano una disciplina organica in un ambito così complesso e delicato. A tal proposito, appare opportuno evidenziare l’esigenza di un’autonomia informatica della pubblica amministrazione. Gli elaboratori in dotazione dei pubblici uffici debbono essere fatti funzionare direttamente dal personale della pubblica amministrazione, la quale può rivolgersi a società private per consulenze ed avvio di nuovi progetti, ma deve fondamentalmente trovare nel proprio ambito le forze e le competenze necessarie al fine di garantire almeno la gestione ordinaria dei propri servizi informatici. Tutti i soggetti 3

Anteprima della Tesi di Filippo Strangi

Anteprima della tesi: Atto amministrativo informatico, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Filippo Strangi Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.