Il rapporto tra evasione fiscale ed efficienza aziendale. Implicazioni su crescita dimensionale, concorrenza e mercato del lavoro

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Il Rapporto tra Evasione Fiscale ed Efficienza Aziendale queste tematiche soprattutto esaminando il lavoro di alcuni autori, che per primi hanno affrontato l’argomento, sia in chiave empirica che teorica. Pugno (2000), in particolare, utilizza un approccio teorico volto a studiare gli effetti sulla produzione, sulla disoccupazione e sulla crescita dovuti all’esistenza di un settore di imprese sommerse, caratterizzate oltre che dall’evasione degli oneri fiscali e contributivi, anche da minore efficienza del lavoro e da un più basso costo netto del lavoro rispetto alle imprese legali. Il modello è in grado di spiegare a livello microeconomico, l’eterogeneità dimensionale delle imprese e la minore dimensione di quelle sommerse. Esso, inoltre, permette di determinare il numero delle imprese sommerse, la produzione complessiva, la disoccupazione ufficiale ed effettiva e il tasso di crescita del sistema attraverso un equilibrio generale di carattere macroeconomico. Il modello, che pone grande enfasi sul ruolo delle esternalità positive tipiche delle imprese legali, permette di comparare anche gli effetti di due politiche di emersione: la riduzione dei costi di emersione (condono) e l’incentivazione volta ad aumentare l’efficienza delle imprese legali. Uno degli assunti fondamentali del modello è la presenza nell’economia di due tipologie di imprese, quelle legali e quelle sommerse. Questa condizione semplificativa, seppur utile per la comprensione del fenomeno non è quella che tipicamente si riscontra nella realtà, dove esistono numerose situazioni intermedie di semi-legalità. È il tipico caso di un’impresa che assume parte della propria manodopera in nero per poter ottenere un minor carico contributivo e fiscale. Un ulteriore modello, che supera questo limite, è quello proposto da Carillo e Pugno (2002) nel loro lavoro “The underground economy and the underdevelopment trap”. Questo modello di equilibrio generale assume che ciascuna impresa possa utilizzare sia lavoratori regolari che non regolari come sostituti imperfetti e che gli imprenditori differiscono nelle loro abilità a causa di abilità originarie e di esternalità non lineari. Si dimostra che, in equilibrio, le imprese di piccole dimensioni fanno minore ricorso al lavoro regolare, con effetti negativi sulla loro efficienza. Un’importante conseguenza desumibile dal modello è che, se le 2

Anteprima della Tesi di Antonio Castellano

Anteprima della tesi: Il rapporto tra evasione fiscale ed efficienza aziendale. Implicazioni su crescita dimensionale, concorrenza e mercato del lavoro, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Castellano Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

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