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E-democracy come processo di coltivazione raffinata del consenso. La partecipazione ai processi decisionali nel policy making della P.A. locale

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CAPITOLO I – QUALE IDEALE DEMOCRATICO? 6 interact with government...What e-democracy does best is to allow representative institutions to add more participatory features that engage citizens between elections. (Clift Steven) L’approccio qui inteso è non sostitutivo rispetto alle forme tradizionali della politica, poiché è mirato ad includere sul versante dei cittadini, ed innovare le culture organizzative e decisionali (amministrative e di governo), da orientare verso l’ascolto dei cittadini e la valorizzazione dei loro saperi (esperti o comuni). In questo modo, si affianca ad una società complessa la capacità di progettazione sociale, e alla differenziazione sociale l’esigenza comunicativa dell’accordo. 13 Nel momento in cui si decide di considerare le forme di partecipazione abilitate dall’e-democracy come completamento della rappresentanza democratica, si può parlare di veri e propri anticorpi del sistema democratico tradizionale, poiché “Se non ci fosse il luogo del Parlamento, che trascina le responsabilità a disvelarsi, a rappresentarsi e a discutere, con franchezza, anche delle ragioni di Stato ma anche delle modalità con cui si esercitano responsabilità, ti saluto anticorpo!” 14 Stefano Rodotà (Tecnopolitica, 1997) parla di “innestare forme di democrazia diretta sul vecchio tronco della democrazia rappresentativa”, 15 affinché le tradizionali istituzioni rappresentative siano rafforzate da procedure d’intervento diretto che le rendano più percorribili dai cittadini rappresentati (“sistemi di rappresentanza estesa con elementi di partecipazione”; “sistema partecipativo con elementi di rappresentanza”). Sicché, “Il processo di decisione democratico non può ridursi alla partecipazione alle elezioni ogni qualche anno, né ridursi alla risposta immediata a continui referendum, ma deve utilizzare la continuità permessa dalle tecnologie online per accrescere il coinvolgimento pubblico nel processo politico di deliberazione politica. I metodi di coinvolgimento pubblico sono definiti come “deliberative when they encourage citizens to scrutinise, discuss and weigh up competing values and policy options. Such methods encourage preference formation rather than simple preference assertion” 16 . Gli strumenti che l’e-democracy 13 Ruffolo G. (1988) Potenza e potere. Saggi tascabili Laterza, Bari-Roma 14 Stefano Rolando, in FORUM PA (2004) L’avviamento di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy). Tavola rotonda, Fiera di Roma, martedì 11 maggio 2004 15 Così anche Arterton (1987): “Technology can make teledemocracy, in the sense of pluralist dialogue, possible. In every case where communications media were used to allow citizens to interact with public officials, the results were beneficial. The citizens certainly became better informed. The number and breadth of those who could be said to be politically active was increase... The communications revolution promises citizens more than mere electronic voting... Applications of technology in this manner allow incremental modifications of the existing political machinery. There is, moreover, great vitality to these existing institutions... The developing communication media can improve the functioning of this machinery; teledemocracy can refer to the strengthening of these institutions rather than to their supplantation.” p. 200 16 Coleman – Goetze, op. cit., p. 6
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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Lopedote
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Roberto Grandi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 279

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