Sostegno familiare, autostima e comportamenti problematici nei giovani adulti omosessuali

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4 1.1.1 Strategie di visibilità E’ possibile individuare diverse strategie di comportamento riguardo al far conoscere o meno il proprio orientamento sessuale ai familiari, riconducibili a più generali “strategie di gestione dell’identità” omosessuale. Ad un estremo si trovano le strategie di nascondimento, tramite le quali il soggetto cerca di evitare che qualche componente della famiglia possa intuire la sua omosessualità. Tra queste strategie ritroviamo anche l’esibizione e il racconto di esperienze con partner del sesso opposto. L’altro polo è rappresentato dalla dichiarazione esplicita della propria omosessualità, il coming out diretto, di cui si è parlato precedentemente. Tra questi due poli si possono distinguere molteplici sfumature in cui, anche se non esplicitato, il proprio orientamento sessuale viene fatto capire, o non viene fatto nulla per nascondere le proprie relazioni. Logicamente le strategie comunicative possono variare in relazione al componente della famiglia coinvolto, la scelta di queste è conseguente alle valutazioni riguardo alle possibili reazioni e alle conseguenze sulla relazione, ma anche dall’importanza attribuita al rapporto con quella persona e al suo potenziale ruolo di mediazione rispetto agli altri; in un suo articolo del 1999, Lisa Waldner, a tale proposito, parla di un vero e proprio bilancio tra costi e benefici del coming out effettuato da parte di persone nella difficile scelta di rendersi “visibili” o meno come individui omosessuali. Paradossalmente, proprio i giovani omosessuali che mantengono buone relazioni familiari possono ritenere svantaggioso far conoscere il proprio orientamento sessuale. I costi percepiti delle eventuali conseguenze negative sulle relazioni familiari sono tanto più alti quanto minori risultano le altre risorse a cui si ritiene di poter ricorrere, come una relazione di coppia. Infine, è bene sottolineare che la conoscenza da parte dei familiari non è necessariamente l’esito di una scelta intenzionale dell’interessato/a; può anche essere frutto di violazione della privacy o casuale scoperta di “indizi”, quando la persona cercava di tenere nascosto il proprio orientamento o i rapporti omosessuali. Da quanto emerge non soltanto nelle ricerche italiane, ma anche in quelle di altri Paesi come quelle di Remafedi (1987), Savin-Williams (1990) e D’Augelli (1991), la madre è il familiare più frequentemente a conoscenza dell’omosessualità, mentre è il padre a restarne più all’oscuro; è la sorella maggiore il familiare più spesso a conoscenza (per l’86% degli uomini e il 78% delle donne) della loro omosessualità (Barbagli e Colombo, 2001).

Anteprima della Tesi di Caterina Serena

Anteprima della tesi: Sostegno familiare, autostima e comportamenti problematici nei giovani adulti omosessuali, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Caterina Serena Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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