L'Accordo di Basilea II e l'organizzazione dei Sistemi Informativi bancari: il caso UniCredit Group

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12 L’Accordo di Basilea prevedeva la mera implementazione di un coefficiente di capitale minimo standard dell’8%, a fronte di qualsiasi tipologia di rischio di credito assunto da un istituto bancario. Dal 1988 ad oggi, l’Accordo è stato minuziosamente modificato, a più riprese, cercando di accogliere le richieste dal mondo bancario, industriale ed istituzionale. Nel 1999, il Comitato decise di ufficializzare la proposta di un “Nuovo Accordo per l’adeguatezza patrimoniale” che sostituisse il Primo e, a questo proposito, iniziò a stilare nuove regole più complesse e specifiche per gli intermediari finanziari. La novità assoluta di questo documento è costituita dall’introduzione di 3 pilastri: i requisiti patrimoniali minimi, il controllo prudenziale sull’adeguatezza patrimoniale e la disciplina di mercato, la trasparenza e l’informazione. Nel susseguirsi delle versioni, i pilastri hanno subito varie modifiche e integrazioni: in particolare il Primo Pilastro è stato modificato più volte, riconoscendo prima i rischi di mercato e successivamente anche quelli operativi; sono stati introdotti nuovi metodi di calcolo del capitale. L’ultima versione dell’Accordo risale a giugno 2004, e la sua entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2007.

Anteprima della Tesi di Carlo Attanasio

Anteprima della tesi: L'Accordo di Basilea II e l'organizzazione dei Sistemi Informativi bancari: il caso UniCredit Group, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Carlo Attanasio Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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