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La società multiculturale: comprendere l'altro

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superficialità, l’omogeneità, la riproducibilità e l’assenza di originalità. La cultura di massa, oggetto della critica della scuola di Francoforte, alla fine del Novecento è un’espressione che si riferisce all’intrattenimento offerto dai film di Hollywood e dalla televisione. Il senso del termine cultura come lo usiamo oggi, dipende dal significato che ad esso diedero gli antropologi sociali come Bronislaw Malinowski, Franz Boas, Margaret Mead 4 . Essi lo usarono per indicare l’insieme delle pratiche di costruzione del significato in vigore all’interno di un sistema sociale. Questa nuova accezione supera l’opposizione tra Kultur e Civilization, mantenendo però l’identificazione della cultura con l’identità di un popolo. Nella letteratura antropologica all’inizio la cultura era soprattutto qualcosa che interessava i popoli primitivi e le società “altre”, ma non chi li studiava e li governava. In seguito tale termine venne applicato anche alle società occidentali, ma conservando la credenza che il mondo occidentale sia più avanzato, non solo sul piano tecnologico ma anche su quello morale, cognitivo, politico rispetto agli altri. La psicologia culturale 5 , sviluppatasi a partire dalla seconda metà del Novecento, si è orientata alla comprensione della cultura e ha posto l’attenzione su di essa come dispositivo di mediazione. Con l'interesse per la mediazione, la psicologia culturale si stacca dal filone “universalista” della psicologia cross culturale. Quest’ultima sotto il profilo teorico, invece di render conto delle differenze culturali, si propone di farle scomparire presentandole come semplici varianti all'interno di un quadro unitario presentato dalla psicologia universale. La psicologia cross-culturale propende a stabilire in modo implicito una sorta di dualismo antitetico fra natura umana e cultura: la prima è intesa come geneticamente ereditata, universale; mentre la seconda come 4 Per ulteriori approfondimenti v. MANTOVANI G., Intercultura. È possibile evitare le guerre culturali?, Bologna, Il Mulino, 2004, pag.30. 5 La psicologia diventa culturale perché va ad occuparsi della mente nella cultura. In particolar modo Jerome Bruner, psicologo americano, analizza i processi ermeneutici, conversazionali e di negoziazione, attraverso i quali gli uomini vogliono dar senso al mondo e alla loro vita, cioè costruiscono il significato. Quest’ultimo non viene dato, ma ciascun individuo lo scopre e lo costruisce interagendo con gli altri uomini nella comunità culturale in cui è inserito secondo la dimensione narrativa. Non c’è interazione che non sia culturalmente mediata. Per un approfondimento della tematica v. ANOLLI L., Psicologia della cultura, Bologna, Il Mulino, 2004, pag. 31.
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La società multiculturale: comprendere l'altro

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Informazioni tesi

  Autore: Donatella Flaiani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Barbara Pojaghi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

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