La valutazione dei Dirigenti nella P.A. locale: esperienze a confronto

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11 In quegli anni, inoltre, il processo di integrazione europea ha avuto una notevole evoluzione tradottasi, principalmente, nel Trattato di Maastricht 2 che imponeva dei limiti allo stock del debito pubblico ed, in particolare, al rapporto tra debito e PIL che, se non rispettati, determinavano l’esclusione dal processo d’integrazione. Considerati tutti questi aspetti, ci rendiamo conto di quanto, riformare la Pubblica Amministrazione in quegli anni, fosse una necessità dettata più che da ragioni di utilità, da ragioni puramente economiche. Ovviamente le ragioni economiche, pur rappresentando un perno importante per la leva del cambiamento, difficilmente da sole avrebbero potuto innescare quella spinta verso una nuova concezione della P.A.. Le difficoltà economiche segnalavano un problema ma, solo un’attenta analisi dei fattori storico-culturali che avevano portato a quei risultati, poteva fornire una possibile ed utile risposta. Vari sono i fattori storico-culturali, alcuni di carattere interno, altri di carattere internazionale, che hanno portato a questa spinta, poi tradotta in provvedimenti normativi di vasta portata. Tra questi, sicuramente, un ruolo importante è ricoperto dalla sempre maggiore integrazione tra nazioni a seguito del rafforzamento delle istituzioni comunitarie. L’accresciuta “concorrenzialità” tra sistemi amministrativi di diversi paesi europei, ha messo ancora più impietosamente in luce l’inadeguatezza del sistema amministrativo italiano. Inadeguatezza accentuata dal miglioramento delle condizioni sociali del paese, che hanno spostato le preferenze dei “consumatori-utenti” verso una maggiore attenzione alla qualità della prestazione. Sul fronte interno, particolare importanza hanno avuto fenomeni della cronaca racchiusi nell’espressione “mani pulite”, attraverso i quali è caduto l’ultimo ostacolo alla presa di coscienza, da parte dei cittadini, del livello di 2 Il trattato di Maastricht fissava alcuni parametri ben precisi che dovevano essere rispettati dai paesi aspiranti a far parte della UME sin dall’inizio. In particolare quelli a cui mi riferisco sono: il rapporto deficit/PIL non deve essere superiore al 3%; il rapporto debito pubblico/PIL non deve essere superiore al 60%. Gli altri tre parametri riguardavano essenzialmente i tassi di cambio, di inflazione e d’interesse.

Anteprima della Tesi di Gianni Perrone

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Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gianni Perrone Contatta »

Composta da 318 pagine.

 

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