Mutamenti del lavoro tra dipendenza e autonomia. Un inquadramento teorico ed una ricerca in Emilia Romagna

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16 un'impresa, affrontarne i problemi, conoscere i bisogni degli acquirenti, competere ma anche collaborare con gli altri imprenditori della zona; si tratta quindi di conoscenze ben radicate nel tessuto sociale, che favoriscono, in quel particolare contesto, l'iniziativa privata del piccolo imprenditore. Rispetto a questi fattori socio-culturali relativi alla formazione e allo sviluppo dei distretti industriali (e che riprenderemo in seguito, nella analisi dei protagonisti distrettuali), restano sullo sfondo le variabili prettamente economiche e quelle istituzionali. Sul ruolo delle istituzioni politiche e, in particolare, delle amministrazioni locali i massimi studiosi dei distretti industriali hanno preso posizioni differenziate; c'è chi ritiene, come Brusco (1989), che le Giunte "rosse" (dell' Emilia Romagna e della Toscana) abbiano amministrato meglio di quelle di altre regioni, curando in particolare il controllo dell'inquinamento e i servizi alle famiglie; chi, come Becattini (1998), ha rimproverato al maggior partito della sinistra italiana (PCI-PDS- DS) di aver trascurato i distretti; chi, infine, sostiene, come Bagnasco e Trigilia (1985), che le amministrazioni locali abbiano operato, a prescindere dal loro colore politico, soprattutto nella direzione di consolidare il modello distrettuale. Questi due autori, in particolare, si soffermano sulla "subcultura rossa" presente in alcune zone della "terza Italia", sottolineandone, fra le altre cose, l'orientamento a preservare quelle istituzioni fondamentali per lo sviluppo piccolo-imprenditoriale, come la famiglia e la comunità locale; osservano, inoltre, che nella fase di sviluppo e stabilizzazione del modello distrettuale le risorse provenienti dalle strutture sociali già consolidate sono state integrate da risorse politico-istituzionali a livello di governo locale: il risultato è stato un "elevato grado di accettazione sociale" del modello distrettuale (Ibidem, cap. 2). A questo punto occorre cercare di capire come si caratterizzano e come funzionano i distretti industriali. Innanzitutto è utile interrogarsi su cosa essi producano. Un'indagine a largo raggio (Becattini, 1998,

Anteprima della Tesi di Giovanni Cellini

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanni Cellini Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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