Mutamenti del lavoro tra dipendenza e autonomia. Un inquadramento teorico ed una ricerca in Emilia Romagna

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17 pag. 110 e segg.) ci aiuta a tracciare un quadro chiaro della fisionomia produttiva dei distretti industriali. Nei 65 distretti analizzati prevale la produzione di beni di consumo durevoli per la persona (come ad esempio abbigliamento, calzature e pelletterie) e di beni intermedi per essi necessari (tessuti, cuoio, pelli, oltre alle macchine specializzate per quella produzione); un secondo gruppo di prodotti riguarda i beni durevoli per la casa (pavimenti, mobili, sanitari, ecc.) ed i macchinari necessari per la loro produzione; un terzo gruppo è dato dai prodotti alimentari (soprattutto prosciutto e formaggio) e di beni connessi (bilance, affettatrici, ecc.). Vi sono poi beni, come le macchine agricole, non inquadrabili in alcuno dei suddetti blocchi. In ciascun distretto industriale "la produzione si svolge nel quadro di un processo produttivo sociale (locale) in cui tutte le unità partecipanti hanno (e sono più o meno consapevoli di avere) un ruolo non inessenziale" (Ibidem, pag. 110); tante imprese (grandi, medie e piccole) e tanti lavoratori autonomi, spesso altamente professionalizzati, interagiscono fra di loro, nella consapevolezza che le sorti del loro lavoro dipendono non solo dai processi economici e dall'andamento del mercato globale, ma anche dal funzionamento generale dell'organismo territoriale produttivo in cui sono inseriti. Si ottiene così un buon funzionamento dell'intero tessuto socio- economico se ogni singola parte (impresa, lavoratore indipendente) si impegna a fondo per il massimo del successo sul mercato. Per raggiungere questo obiettivo la piccola impresa, proprio in quanto indipendente, non si conforma alla domanda mediata dalla grande; ciò si verifica nell'apogeo dei distretti industriali, collocabile più o meno nella prima metà degli anni '80, quando non vi è una situazione (oggi invece molto diffusa) in cui, da un lato una grande azienda, da una posizione di leadership, guida l'intero sistema produttivo e, dall'altro, le imprese più piccole (l' "indotto") la seguono uniformandosi ai suoi dettami. La singola impresa, al contrario, cerca lei stessa di creare nuovi bisogni e di soddisfarli e questa capacità innovativa è forse la

Anteprima della Tesi di Giovanni Cellini

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanni Cellini Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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