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Competenze amministrative e sussidiarietà

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14 alle minori comunità della possibilità di svolgere i compiti e le attività che sono in grado di realizzare da sole, così che le decisioni siano assunte dalle autorità più vicine ai cittadini interessati – è un processo autonomo che volge nella stessa direzione del federalismo, ma non si esaurisce in esso 21 . preservata la possibilità della solidarietà fra enti locali (…). Una piatta pariordinazione amministrativa fra enti territoriali, così come un collegamento amministrativo degli enti locali allo Stato, privilegiato rispetto al collegamento alla Regione, rischiano di provocare appiattimenti verso il basso, riducendo in sostanza le capacità aggregative, le sinergie e in definitiva la valenza della stessa autonomia. La pariordinazione così come i collegamenti e le dipendenze privilegiati, con salti e omissioni dei livelli intermedi, si pongono anche, con tutta evidenza, in contrasto col principio di sussidiarietà che non si basa sulla specializzazione delle competenze e non ammette salti di livello fra enti territoriali a carattere rappresentativo. Il principio autonomistico e quello della sussidiarietà, proprio perché fondano originariamente sulle caratteristiche storico-culturali ed etniche delle popolazioni, che non sono frazionabili secondo i confini amministrativi degli enti locali costituiti, importano la possibilità della cooperazione e della solidarietà fra gli stessi. La solidarietà fra enti territoriali, basata sui comuni elementi culturali, è complementare all’applicazione della sussidiarietà e implicata da questa ed è condizione e modalità essenziale perché l’autonomia possa costituirsi “dal basso”» (pp. 47 ss.). 21 Cfr. F. Benvenuti, Intervento al Convegno Sussidiarietà e Pubbliche Amministrazioni, Bologna 25-26 settembre 1995, in Sussidiarietà e Pubbliche Amministrazioni, Rimini, 1997, pp. 45 ss., dove si sottolinea l’inerenza del principio con l’amministrazione e l’organizzazione amministrativa: «Dirò subito che il principio di sussidiarietà non può non essere posto a base per chiunque voglia scrutare l’amministrazione nella sua realtà. La sussidiarietà è, in effetti, il principio finale dell’evoluzione, nella quale noi stiamo vivendo come società civile, giuridicamente ordinata. Se si tratta, allora, di un principio informatore della società, ne deriva anche che esso non può non essere principio informatore dell’organizzazione amministrativa, se è valida la formula secondo la quale “l’amministrazione è funzione della funzione”, estendendosi così il concetto da amministrazione ad organizzazione». Sul rapporto federalismo-sussidiarietà, cfr. P. Koslowski, La società civile nell’epoca postmoderna, in P. Donati (a cura di), L’etica civile alla fine del XX secolo, Milano, 1997, pp. 45 ss.: «L’onus probandi, l’onere della prova, riguardo ai vantaggi del trasferimento di una funzione da una comunità più piccola a una più grande spetta alla più grande. Il principio di sussidiarietà è un principio per strutturare il mondo sociale, che combina un principio di fatto (la struttura della competenza e della responsabilità deve discendere dalla natura della questione che si affronta, e non dalla decisione di un’autorità centrale) con un principio di distribuzione dell’onere della prova (ogni centralizzazione di un compito deve dimostrare la sua superiorità rispetto alla soluzione decentralizzata). Il principio di sussidiarietà, pertanto, non è identico al principio di decentralizzazione, o al federalismo. Il principio di sussidiarietà può richiedere il decentramento in certe circostanze, ma in altre può invece implicare la realizzazione di strutture centralizzate, quando questa soluzione sia consigliata dalla natura delle questioni (…). Il decentramento è solo una precondizione del principio di sussidiarietà» (pp. 74- 75). Sullo stesso argomento, v. altresì R. Bin, I decreti di attuazione della «legge Bassanini» e la «sussidiarietà verticale», in Sussidiarietà e ordinamenti costituzionali. Esperienze a confronto, cit., pp. 183 ss., secondo il quale «sussidiarietà» e «federalismo»: «Spesso le due parole sono state usate assieme, come se si integrassero, se non addirittura sovrapponessero. E’ difficile dire se così sia, dato che si tratta di due termini molto evocativi, ma di assai difficile definizione nel linguaggio tecnico-giuridico: e forse oggi, nell’uso che se ne sta facendo nel linguaggio politico e legislativo, i due termini stanno ormai assumendo addirittura ruoli conflittuali, concorrenziali. (…) In Germania i Lander hanno assunto la sussidiarietà come chiave della difesa del proprio ruolo contro il pericolo che la nascita dell’Unione europea giustificasse una espansione delle funzioni degli organi comunitari e del Bund a loro danno: da qui la richiesta di inserire la sussidiarietà prima nel Trattato di Maastricht, poi nella novella del Grundgesetz. Nel lessico tedesco, quindi, sussidiarietà si coniuga a federalismo: è il Trattato dell’Unione europea , il primo livello, a garantire i Lander, il terzo livello, nei confronti del Bund, secondo livello. In Italia la sussidiarietà presenta la stessa
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Competenze amministrative e sussidiarietà

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Cena
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Caranta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 293

FAQ

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Parole chiave

amministrativo
articolazioni territoriali
costituzionale
funzioni
orizzontale
poteri sostitutivi
sussidiarietà
verticale

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