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Società sorvegliata: i nuovi media, privacy e videosorveglianza come strumenti del controllo sociale

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ma se si parte con un’analisi più attenta delle moderne caratteristiche degli strumenti di sorveglianza si deve rifiutare la centralità che questi paradigmi propongono. Questa, seppur breve, trattazione si propone anche questo. Partendo da un confronto con il passato, con gli autori e le teorie che si sono sviluppate, si cerca di arrivare ad analizzare quella che è la complessa situazione in cui ci troviamo a vivere, e il momento cruciale in attraverso il quale stiamo passando. L’intento iniziale sarà quello di capire e mostrare come, e da dove, derivino i concetti che stanno in fondo alla base delle esigenze disciplinanti di una società, e cioè quelli di devianza e di controllo sociale. In altre parole è definendo ciò che è anormale, o deviante, che si stabilisce, in un certo senso, ciò che invece è considerato sano, normale, accettabile, e di conseguenza si stabiliscono poi tutti quei meccanismi che sono volti a sistematizzare questa differenza. In un passato relativamente recente, in particolare riferendoci alle teorie di Foucault all’incirca dall’inizio dell’ottocento, questo tipo di disciplinamento iniziò a non assumere più le forme della coercizione pubblica, o meglio non solo. Furono le ‘nuove discipline’ che nacquero e si affermarono con status scientifico in questo periodo a veicolare le idee, e in alcuni casi anche le istituzioni, con le quali venne plasmato l’immaginario comune della modernità. Potere e sapere vanno così di pari passo. Chiaramente si è cercato di presentare voci diverse e, accanto a teorici più critici, come Foucault appunto, si sono esposte anche le teorie di chi, come T.Parsons e R.K.Merton, ha cercato di dare una definizione della devianza, e del disciplinamento sociale senz’altro meno critica è più incentrata su motivazioni di ordine psicologico e sociale. Vi è comunque qualcosa di importante nel riconoscere questo, e cioè il fatto che la centralità del concetto e della nozione di devianza, così come si è affermata, ha veicolato il ricorso a quei meccanismi di controllo sociale, maggiormente visibili in quelle che Goffman descrive come “Istituzioni totali”, che hanno, abbinandosi con le tecnologie sempre più avanzate, determinato un cruciale mutamento della visibilità a cui tutti i soggetti, potere incluso, sono esposti. Questo è il nodo che ci porterà a parlare direttamente dell’aspetto dei media e del loro ruolo fondamentale nella questione. L’incredibile incremento tecnologico, e mediatico, che si è avuto nell’ultimo secolo, ma è comunque una rivoluzione partita già da Gutemberg, unito all’affermarsi di dispositivi e strumenti del controllo sociale, che rispondono ad esigenze di inquadramento della devianza, hanno mutato il modo stesso in cui oggi siamo tutti inseriti nella società, determinando nuove e impensabili modalità di sorveglianza, grazie alle quali non è più così assurdo pensare alla metafora dell’uomo di vetro.
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Società sorvegliata: i nuovi media, privacy e videosorveglianza come strumenti del controllo sociale

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Farinelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Marino Cavallo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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