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Viaggio in metropolitana attraverso la struttura organizzativa e fisica della stazione Termini

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14 “Il rapporto fra design e ergonomia è sempre stato conflittuale. Se per i designer gli ergonomi sembrano preferire ciò che è sedimentato rispetto all’innovazione e alla creatività l’ergonomia continuamente ammonisce che la ricerca di forme nuove e belle spesso ha condotto alla progettazione di macchine che impongono posture innaturali, strumenti difficili da usare, oggetti di cui è difficile capire l’utilità, ambienti che causano incidenti. Tuttavia,oggi la metafora del giovane design in perpetuo conflitto con la presunta saggezza dell’ergonomia descrive sempre meno la realtà. E’ ormai evidente e riconosciuta una sostanziale somiglianza strutturale fra ergonomia e design. Sono aree di ricerca che entrambe attingono da conoscenze qualitativamente diverse. L’ergonomia fa riferimento a tante e differenti conoscenze disciplinari specifiche, di cui fa uso di volta in volta con combinazioni diverse. Questa descrizione vale anche per il design che usa conoscenze sviluppate in molte discipline diverse. La somiglianza strutturale si é accompagnata, a partire dagli anni ottanta, ad una prima, lieve ma poi, sempre più importante coincidenza di obiettivi e metodi. La missione dell’ergonomia è divenuta quella di ridurre la pena del lavoro, per portarlo almeno dentro i parametri della salute.Le belle forme che i designer creavano si traducevano in movimenti ripetitivi, in posture rigide e spesso inadeguate per gli operai della produzione. la metodologia ergonomica si concentra sull’uomo e sui suoi bisogni ed esigenze reali inserite nel contesto d’uso. Questa metodologia, originariamente solo ergonomica, è ormai patrimonio comune del design, soprattutto di quell’area del design dove la progettazione è centrata sull’interazione fra la soluzione e l’uomo,in misura superiore quando la soluzione prevede un adattamento da parte dell’uomo. Ogni prodotto incorpora il comportamento umano, un prodotto di buon design mostra in modo immediato e preciso quale comportamento deve essere adottato dall’uomo per utilizzarlo. Quanto più è faticoso il passaggio fra percezione ed azione tanto meno un oggetto è ben progettato. In oltre se per gli oggetti si ha a che fare con comportamenti piuttosto semplici, che riguardano azioni, al massimo, sequenze di azioni, la situazione si complica quando si progetta un servizio che permette di dare risposte diverse.Se poi ci riferiamo a grandi ambienti,nei quali si erogano servizi l’importanza delle norme

Anteprima della Tesi di Costanza Diquattro

Anteprima della tesi: Viaggio in metropolitana attraverso la struttura organizzativa e fisica della stazione Termini, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Costanza Diquattro Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

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