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Terrorismo al femminile: Cecenia e Palestina a confronto

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4 his head and his fingers forked in a sign of victory “You are my army of roses that will crush Israeli tank”. 4 Quello di cui Arafat aveva bisogno all’inizio della seconda Intifada era spaventare gli oppositori islamici e terrorizzare i nemici israeliani, e tutto ciò poteva accadere con qualcosa di estremamente nuovo ed imprevedibile. Con la seconda Intifada, l’identikit degli aspiranti martiri è radicalmente cambiato. L’età si è estesa dalla fascia tra i 17 e i 22 anni ai trentenni e a qualche quarantenne. Il livello di istruzione è salito da quello elementare a una maggioranza di laureati e di diplomati. Lo stato civile non registra più solo single ma anche diversi coniugati tra i quali qualcuno con prole. Il tenore economico non è più limitato ai nullatenenti ma abbraccia i benestanti. Tuttavia due sono le maggiori novità che hanno trasformato radicalmente il fenomeno del terrorismo suicida: il coinvolgimento dei palestinesi laici e soprattutto la partecipazione delle donne. Il primo attentato suicida è avvenuto nel dicembre del 2001 quando, nel cuore di Gerusalemme, due kamikaze si sono fatti esplodere uccidendo 11 israeliani. Uno dei due, Osama Baher, agente della polizia dell’Autorità nazionale palestinese, è stato il primo “martire laico” affidato alle Brigate dei martiri di Al Aqsa, il braccio terroristico di Al Fatah, la maggiore organizzazione palestinese presieduta dallo stesso Arafat. Il segnale era chiaro. In un contesto in cui oltre i due terzi dei morti israeliani sono vittime degli attentati suicidi, lasciare il campo libero alle organizzazioni islamiche avrebbe significato perdere la guida della nuova Intifada. Arafat fece cosi propria la stessa arma impiegata dagli islamici per sabotare la pace con Israele che lui sosteneva di volere ancora, al fine di assicurare la continuità del suo potere sempre più scalfito dalle dissidenze interne e dal logoramento delle forze palestinesi operato dall’esercito israeliano. Il battesimo di sangue della prima donna “kamikaze” palestinese in Israele è avvenuto il 27 Gennaio 2002 con l’estremo sacrificio di Wafa Idris, ventottenne laureata, che ha causato la morte di un anziano israeliano a Gerusalemme. Questo primo attacco suicida al femminile, e quarantasettesimo attacco kamikaze, ha allarmato notevolmente i media, i quali hanno parlato d’un inquietante salto di qualità nella strategia della violenza di matrice islamica, poiché queste azioni suicide vengono a 4 Barbara Victor, Army of roses, Rodale Press, Emmau, Pennsylvania, USA, 2003, pag.19
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Terrorismo al femminile: Cecenia e Palestina a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Claudia Dilonardo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Adriana Cavarero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

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