Viaggio alla fine del mondo: il cinema di Steven Spielberg nel terzo millennio

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11 i movimenti dei parenti in funzione delle riprese), sia veri e propri film a soggetto. Il primo cortometraggio di fiction di cui si ha testimonianza è The Last Train Wreck (1957), della durata di tre minuti, in cui l’undicenne cineamatore mostra lo scontro tra due trenini giocattolo, probabilmente ispirato dalla memoria della sua prima visione cinematografica, Il più grande spettacolo del mondo (The Greatest Show on Earth, 1952) di Cecil B. De Mille. Col passare degli anni questa precoce vocazione si trasforma da hobby in occupazione ossessiva: tra il 1957 e il 1967 Spielberg gira ufficialmente una ventina di filmini ispirati ai vari generi americani (western, fantascienza, guerra, thriller), a discapito della scuola, con rammarico del padre che avrebbe preferito un figlio più studioso, e degli altri interessi adolescenziali. Un suo film bellico realizzato quando aveva quattordici anni, Escape to Nowhere (1962), della durata di quaranta minuti, vince un concorso amatoriale. A sedici anni gira invece il fantascientifico Firelight (1964), suo primo lungometraggio (dura più di due ore), che rappresenta indubbiamente “la prova generale di quello sguardo rivolto al cielo e in cerca di luce che darà forza espressiva e immaginifica ai migliori esiti della poetica dell’autore” 3 . La produzione amatoriale riveste un’importanza fondamentale nella formazione del giovane cineasta e anticipa alcune tematiche destinate a ritornare nella sua filmografia adulta. Tra queste troviamo sicuramente la passione per la seconda guerra mondiale: come molti suoi coetanei, Spielberg è affascinato dai racconti di battaglia del padre, in particolare dalla “sovrapposizione feconda fra vicenda collettiva e personale, intreccio di verità oggettiva e racconto inventato che attraverserà, con miscele di diverse proporzioni e varie tonalità emotive, molto del suo cinema” 4 . Un altro elemento ricorrente 3 COLUMBO M., Tra paura e desiderio. Ritratto di un cineamatore, in: ALBERIONE E. (a cura di), Incubi e meraviglie. Il cinema di Steven Spielberg, Unicopli, Milano 2002, p. 59. Per la filmografia della produzione amatoriale di Spielberg si veda: ALBERIONE M. (a cura di), Filmografia, in: ALBERIONE E. (a cura di), Incubi e meraviglie, op. cit., pp. 237-240. 4 Ivi, p. 54.

Anteprima della Tesi di Simone Locatelli

Anteprima della tesi: Viaggio alla fine del mondo: il cinema di Steven Spielberg nel terzo millennio, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Simone Locatelli Contatta »

Composta da 259 pagine.

 

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