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Il reinserimento dei perseguitati razziali nel secondo dopoguerra. L'itinerario della legge n. 96 del 10 marzo 1955

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Introduzione sostanzialmente sia da parte della comunità sia delle istituzioni 4 : nell'impossibilità di trovare una qualsiasi giustificazione logica al Lager e allo sterminio pur nel contesto crudele della guerra, si è preferito non affrontare quella realtà inspiegabile, rimuovendola dalla coscienza collettiva o relegandola come un'esperienza traumatica appartenente al passato e per questo da dimenticare. Ma ancor di più, non si è capito che l'esperienza della deportazione non si sarebbe esaurita col ritorno, un ritorno dunque che sarebbe potuto durare tutto il resto della vita e terminare solo con la morte; in definitiva non si è capito che un reinserimento vero e proprio non si sarebbe mai verificato 5 . L'unica cosa possibile era la ricostruzione di un'altra vita: essa, in quanto sintesi tra quella precedente e l'esperienza del Lager, non sarebbe più stata quella di prima, nonostante gli affetti ritrovati, la ripresa del lavoro e una dignità ricostituita. Ma anche per coloro che avessero riconquistato tutto questo, che fossero riusciti a non chiudersi dentro sé stessi e ad intraprendere, dopo molto tempo, il cammino della testimonianza, intesa come impegno civile, come riconoscimento dell'esperienza del Lager nel suo valore di lezione per le generazioni successive, non vi sarebbe stato il superamento della propria condizione di sospensione, di "alterità rispetto alla società (...). Sarebbe un errore vedere nella scelta di testimoniare il superamento della condizione di sospensione (..). L'ex deportato non è armonizzato con la società, il suo è per lo più un rapporto conflittuale dove esiste un conto che non è mai stato saldato. L'accoglienza non può essere retroattiva o, meglio, come i diritti negati, lascia un segno indelebile" 6 . "Al ritorno - racconta un testimone - non ci ha aiutato nessuno; per il deportato o per il militare, che si sono fatti sette o otto anni di guerra non c'è stato nulla. Poi, nei concorsi, quando si sono degnati di mettere delle agevolazioni di punteggio per noi, sentire dire: <<oh, ma ci son sempre questi qui tra i piedi!>>, così. Sentire solo dire:<<ma non parliamone più!>>. Insomma, abbiamo trovato un egoismo feroce, incredibile, solo dopo vent'anni è uscito fuori qualcosa di diverso. Allora, niente. Chi aveva avuto una certa parte nel fascismo ha avuto posti di comando, hanno fatto quella cosa ridicola che è stata l'epurazione, ridicola perchè quelli che dovevano veramente 4 B. MAIDA, Dopo <<la tregua>>: gli ex deportati nella società italiana del dopoguerra, in A. Cavaglion, (a cura di), Il ritorno dai Lager, A.N.E.D., Milano, F. Angeli, 1993, p. 190. 5 Ibid, p. 190. 6 Ibid, pp. 192 - 198. 7
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Il reinserimento dei perseguitati razziali nel secondo dopoguerra. L'itinerario della legge n. 96 del 10 marzo 1955

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Informazioni tesi

  Autore: Elisabetta Corradini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fabio Levi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

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