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Il reinserimento dei perseguitati razziali nel secondo dopoguerra. L'itinerario della legge n. 96 del 10 marzo 1955

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Introduzione essere epurati... hanno lasciato passare un anno, ... poi tutto come prima. Lei andava in Provveditorato, trovava la gente che c'era prima! E a me è andata ancora bene. Ma io so di compagni che ci hanno rimesso la pelle qui, perchè non avevano da mangiare! Compagni che sono finiti al sanatorio, compagni che sono finiti in manicomio! Compagni che, dalla disperazione, si sono dati al bere! Perchè dopo quello che hanno passato prima, tornare e trovarsi così... Io mi ricordo un compagno che mi ha detto: << ne ho fatta della fame a Dachau! Ebbene, ne ho fatta altrettanta qui, nessuno mi dava niente>>. Per molti non c'è stato solo il prima, che era già abbastanza, ma anche il dopo. Adesso, noi siamo vecchi, l'avremo questo vitalizio*? Forse sì. Ma quelli che ne avevano bisogno, un bisogno grande, non hanno avuto niente! Tanti erano sottoproletari là, e sono rimasti sottoproletari anche al ritorno in patria" 7 . La negazione di un diritto, alla propria specificità, alla casa, al lavoro, alla propria esistenza, è un torto che non si supera mai, che non può essere superato. Per questo stridono ancora di più i toni autocompiaciuti che da molte parti sono stati adottati nel giudicare l'azione della Repubblica riguardo alla rimozione delle disposizioni razziali e all'emanazione di quelle riparatorie: "La nostra Repubblica (...) oggi ha saldato per intero il proprio debito con gli ebrei" 8 : così si espresse in modo inequivocabile l'allora Presidente del Senato, Giovanni Spadolini in occasione del cinquantenario dalle leggi razziali del '38 parlando dell'operato dello Stato italiano dal 1943 al 1988. Tale affermazione, esprimeva una visione ottimistica della realtà, mentre invece essa è tutta da verificare anche solo perchè non è sostenuta da studi e ricerche sulle ragioni di fondo che portarono alla emanazione delle leggi restitutorie e sulla loro effettiva interpretazione e applicazione. Nel quadro della problematica a cui si è appena accennato, la presente ricerca è un tentativo di apportare nuovi elementi di conoscenza e valutazione sull'operato dello Stato a partire dall'analisi di un'iniziativa legislativa specifica, che, per il suo contenuto ed il momento storico in cui venne adottata, è stata ritenuta particolarmente significativa: si tratta della legge Terracini n. 96 del 10 marzo 1955. Essa voleva essere non già un semplice provvedimento di reintegrazione o di restituzione dei diritti, ma piuttosto un vero e proprio risarcimento - un assegno vitalizio - a favore anche dei perseguitati razziali; a quella iniziativa, si sarebbero poi richiamate anche numerose disposizioni successive costituenti 7 A. BRAVO D. JALLA, La vita offesa, cit, pp. 366 - 67. 8 M. TOSCANO, L'abrogazione delle leggi razziali in Italia (1943-1987), Roma, Senato della Repubblica, 1988, p. 16. 8
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Informazioni tesi

  Autore: Elisabetta Corradini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fabio Levi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

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a.n.p.p.i.a/
alcide de gasperi
assegno vitalizio/
deportazioni
elezioni politiche del 1953/
emilio lussu/
il ritorno dei sitri di viareggio/
il ritorno di dosolina sforni/
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l'm.s.i. in parlamento/
l.96 10/3/55 perseg. politici e razziali/
legge 5/1/55 n. 14/
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leggi razziali e persecuzioni antiebraiche/
leggi restitutorie dei diritti civili e politici/
o.v.r.a./
pacificazione nazionale/
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