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Memoria: solo virtù, o anche qualche vizio? (Ricerca Sperimentale)

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12 Per ritrovare l’origine della maggior parte degli attuali significati secondari di memoria, bisogna risalire al Rinascimento, con il pieno fiorire della cultura umanistica fondata sullo studio del passato e della storia. Nel Rinascimento, il plurale memorie viene utilizzato per definire una narrazione o cronaca di fatti storici, e il singolare memoria acquista anche il senso di scritto autobiografico che rievoca eventi vissuti in prima persona. Sempre nel periodo rinascimentale, la parola memoria viene impiegata per indicare una breve dissertazione monografica su un determinato argomento, e questo uso del termine sopravvive nell’italiano odierno, in particolare nei titoli di alcuni periodici scientifici o nel linguaggio giuridico. Al Cinquecento risale anche l’espressione arte della memoria, con cui si intendeva la capacità di ottenere ricordi attraverso una specifica tecnica di memorizzazione che si avvaleva di sistemi di associazione verbale e di immagini. Nuovi rilevanti significati del vocabolo memoria si ritrovano soltanto nel nostro secolo, e sono legati soprattutto alla cibernetica. La tecnologia, infatti, offre strumenti sempre più precisi per fissare tracce del passato; dalle invenzioni della fotografia e del fonografo fino ai recenti computers, i mezzi di preservazione e riproduzione delle tracce si fanno sempre più sofisticati e danno luogo all’esistenza di una memoria sociale da intendersi come virtuale delle tracce del passato ( G. Namer, Mèmoire et societè, 1987 ), la cui estensione trascende le capacità di appropriazione di ogni memoria individuale e collettiva determinata. Si legge nello Zingarelli, Edizione 2004 : “Memoria: nei sistemi elettronici per l’elaborazione dei dati, ogni dispositivo capace di registrare e conservare informazioni, e che permetta di ritrovarle ed usarle quando necessario”. Nei computers è presente infatti un particolare dispositivo chiamato memoria, che conserva e rende continuamente disponibili dati e programmi, e può contenere un’enorme quantità di informazioni.
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Memoria: solo virtù, o anche qualche vizio? (Ricerca Sperimentale)

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina D'andrea
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Eraclide Prestifilippo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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Parole chiave

blocco mnemonico
distorsione memoria
distrazione
diversi tipi di memoria
errata attribuzione
labilità mnemonica
memoria
mnemonica
mnemotecniche
oblio
persistenza
psicologia
suggestionabilità

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