L'autonomia finanziaria e contabile delle Università. Un caso pratico: il Politecnico di Milano

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dispongono degli interessi pubblici la cui cura è ad esse affidata 14 (l’autonomia universitaria non può essere infatti assimilata ad un’autonomia politica), e ciò a differenza di quanto accade per Regioni, Province e Comuni (i cui organi sono invece “soggettivati” da membri eletti a suffragio universale). Altre potestà affatto trascurabili connesse alla titolarità dell’autonomia amministrativo/organizzatoria sono inerenti ai provvedimenti relativi a personale e studenti, alla gestione finanziaria 15 , alla stipulazione di convenzioni nonché al mantenimento di disciplina ed ordine. E proprio tale potestà disciplinare – che comprende la possibilità di assumere provvedimenti di carattere generale e si estende fino a comprendere in sé “un ampio potere di polizia” 16 – può essere di fatto considerata come una delle maggiori manifestazioni di auto amministrazione previste dal nostro diritto 17 . Importante è precisare come nel quadro delle possibili articolazioni dell’autonomia amministrativa e organizzatoria sopra indicate un ruolo sostanziale continua ad essere svolto dall’autonomia normativa. Precisamente, “è nell’espansione delle competenze spettanti agli istituti ed ai regolamenti nei campi della didattica, dell’amministrazione e della contabilità che va ricercata la strada per dare maggiore consistenza ai valori autonomistici” 18 . Autonomia e riserva di legge Deve ora considerarsi la previsione per cui il diritto di darsi ordinamenti autonomi debba avvenire “nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”, essendo importante fornire un’esatta interpretazione della stessa, accertando cosa la norma attribuisca alla legge e come la legge possa operare in materia universitaria. Tale disposizione ha posto essenzialmente il problema di stabilire se la riserva di legge prevista abbia natura relativa o assoluta. Molte sono state le argomentazioni addotte dai sostenitori dell’una e dell’altra soluzione. Considerando la tendenza, recepita nelle riforme dell’Università, verso una sempre maggiore delegificazione (la quale non è connessa soltanto ad una finalità di potenziamento dell’autonomia), deve ritenersi superata la 14 In tal senso O. Sepe, “Intervento”, in “L’autonomia”, cit. p. 63 “Le Università, in base all’art. 33 della Costituzione possono darsi un proprio ordinamento ma non sono enti esponenziali di interessi della collettività, né rappresentativi della collettività medesima; esse hanno la funzione di gestire un servizio” 15 U. Pototschnig, “Strutture di governo e di autogoverno”, in “L’autonomia”, cit. p. 34 “L’autogoverno delle Università […] deve riguardare anche l’impiego delle risorse, perché non c’è autogoverno se l’università non può decidere per proprio conto se utilizzare le risorse a sua disposizione nell’acquisto […] o piuttosto nel retribuire” 16 L. C. Cadeddu, “Autonomia”, cit., p. 13 17 In tal senso O. Sepe, “Note sulla natura giuridica delle Università statali”, in “Rivista amministrativa”, 1960, p. 239 18 L. Paladin, “Stato”, cit, 1988, I, p. 165

Anteprima della Tesi di Simona Massei

Anteprima della tesi: L'autonomia finanziaria e contabile delle Università. Un caso pratico: il Politecnico di Milano, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Simona Massei Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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