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Il teatro della non-rappresentazione di Carmelo Bene. Contatti e divergenze con Antonin Artaud

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9 una scena teologica 14 . Il testo presuppone infatti necessariamente un autore, che tramite la stesura dello scritto, crea qualcosa che rappresenti in qualche modo i suoi pensieri, le sue idee, una sua particolare veduta del mondo esterno. Armato di tutto ciò, egli sorveglia, controlla e indirizza in qualche modo tutto il lavoro successivo, che avviene tramite l’esecuzione di due ulteriori rappresentanti: regista e attore. Il loro compito è di svolgere nient’altro che un’interpretazione (tramite la messa in scena di personaggi, ancora una volta rappresentanti), che sia corretta e il più possibile fedele alle direttive del testo, quindi in ultima istanza del suo creatore. A chiudere la catena dei rapporti di rappresentazione c’è il pubblico, che subisce passivamente quella che è anch’essa un’originaria interpretazione e non una creazione vera e propria: «(L’autore) non crea nulla, si dà solo l’illusione di creare poiché non fa che trascrivere e dare da leggere un testo che è necessariamente, a sua volta, di natura rappresentativa e che col «reale» […] mantiene un rapporto imitativo e riproduttivo» 15 . Tutto ciò che Artaud considera la vera essenza del teatro è stato sempre oscurato da questa errata struttura di fondo, che la storia occidentale non è mai arrivata a distruggere: qualsiasi innovazione, o cambiamento spacciato addirittura per rivoluzione, non ha fatto che lasciarla intatta, preservando, proteggendo il valore del testo. Infatti, finchè verranno riconosciuti il valore e il dominio di un logos, regista e attori non potranno evitare, malgrado tutti i cambiamenti possibili, di adempiere al ruolo di ‘schiavi’, come li definisce Artaud stesso: veri e propri strumenti nelle mani dell’autore che si limitano, tuttalpiù, a illustrare, abbellire, ‘accompagnare’ in qualche modo un qualcosa che esiste già, indipendentemente dalla sua realizzazione sulla scena, e che deve solo essere degnamente rappresentato. 14 Ivi, pp. 11. 15 Ivi, pp.12.
Anteprima della tesi: Il teatro della non-rappresentazione di Carmelo Bene. Contatti e divergenze con Antonin Artaud, Pagina 7

Indice dalla tesi:

Il teatro della non-rappresentazione di Carmelo Bene. Contatti e divergenze con Antonin Artaud

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Informazioni tesi

Autore: Rachele Bonifacio
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2004-05
Università: Università degli Studi di Milano
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Filosofia
Relatore: MaddalenaMazzocut Mis
Lingua: Italiano
Num. pagine: 100

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