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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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In linea generale la materia del diritto del lavoro degli extracomunitari non è ancora regolata dalla Comunità europea 26 e rimane quindi fuori del raggio d’azione della tutela dei diritti fondamentali assicurata dall’ordinamento comunitario attraverso l’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo 27 , come ha affermato la Corte di Giustizia nel caso Annibaldi 28 . Tuttavia dopo l’attribuzione alla Comunità delle competenze in materia migratoria e di diritto del lavoro degli extracomunitari 29 operata dal Trattato di Amsterdam, il Consiglio Europeo di Tampere, nell’Ottobre ‘99 ha concluso che “l’Unione Europea dovrebbe garantire l’equo trattamento dei cittadini dei paesi terzi che soggiornano legalmente sul territorio degli Stati membri, garantire loro diritti e obblighi analoghi a quelli dei cittadini dell’Unione europea, rafforzare la non discriminazione nella vita economica, sociale e culturale, nonché ravvicinare lo status giuridico dei cittadini dei paesi terzi a quello dei cittadini degli Stati membri”. L’immigrazione di lavoratori nell’UE sta assumendo un nuovo profilo 30 , in relazione ad un contesto generale di mercato del lavoro caratterizzato da carenza di manodopera e di competenze, dalla competizione per reperire lavoratori qualificati nell’economia globalizzata, dal processo di invecchiamento della popolazione. Secondo le migliori proiezioni statistiche 31 mentre ora in Europa ad ogni pensionato corrispondono mediamente 3 lavoratori, nel 2040 il rapporto calerà ad 1,5 lavoratori per ogni pensionato. L’immigrazione può aiutare a rallentare il processo di invecchiamento della popolazione attiva europea e poiché essa è condizionata da fattori di concreta opportunità, è importante che venga posta in relazione con le prospettive occupazionali e con le future esigenze del mercato del lavoro. “Flussi migratori più sostenuti saranno sempre più probabili e necessari ed è fondamentale anticipare questi cambiamenti” 32 . Autorevole dottrina 33 auspica che con l’approvazione di importanti norme comunitarie in itinere, quali quella riguardante lo status dei cittadini di paesi terzi residenti di lungo periodo e quella riguardante le condizioni di ammissione di extracomunitari che intendono svolgere un’attività lavorativa, si apra la possibilità di occuparsi dell’immigrazione extracomunitaria <<usando la ragione anziché i toni dell’allarme sociale>> e guardando ad essa, come vorrebbero gli studiosi più autorevoli, come ad un <<processo naturale, fisiologico, largamente positivo e nei prossimi decenni inevitabile …per l’Europa …per il congiungersi di prosperità economica e debolezza demografica in un mondo sempre più piccolo e integrato>>. 26 Giorgio Gaja, 1998, Problemi relativi alla differenza di trattamento fra cittadini comunitari ed altri stranieri, in La libera circolazione dei lavoratori, a cura di Bruno Nascimbene, Giuffrè Milano; per le integrazioni del diritto comunitario intervenute successivamente alle affermazioni di Gaja si rinvia al seguito. 27 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 Novembre 1950 e integrata dal Protocollo n. 11 firmato a Strasburgo l’11 maggio 1994 28 Nel caso Annibaldi, sent. 18 dic. 1997, causa C-309/96, Raccolta 1997 p. I-1600. La Corte afferma: << Dal momento che una normativa nazionale entra nel campo di applicazione del diritto comunitario, la Corte, adita in via pregiudiziale, deve fornire tutti gli elementi di interpretazione necessari per la valutazione, da parte del giudice nazionale, della conformità di tale normativa con i diritti fondamentali di cui la Corte assicura il rispetto, quali essi risultano in particolare dalla Convenzione. Per contro essa non ha tale competenza nei confronti di una normativa nazionale che non si colloca nell’ambito del diritto comunitario>>. 29 Si tratta dell’inserimento del titolo IV nel Trattato istitutivo della Comunità europea e del 5° trattino del par. 3°, art, 137 del trattato, operate dal Trattato di Amsterdam del 97, entrato in vigore il 1 maggio 1999. 30 Come indicava la Comunicazione della Commissione COM(2000)757 del 14 novembre 2000 31 Si vedano per esempio le Statistiche Eurostat: Eurostat - Statistics in focus - demographic estimates for 2002, la relazione congiunta della Commissione e del Consiglio “Accrescere il tasso di attività e prolungare la vita attiva” e le relazioni sulla situazione sociale nell’Unione europea per il 2002 e, rispettivamente, 2003. 32 Dalla comunicazione della Commissione COM(2003)336 su immigrazione, integrazione e occupazione. 33 Massimo Rocella, 1998, in La libera circolazione dei lavoratori, a cura di Bruno Nascimbene, Giuffrè, Milano, p.47 7
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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei Servizi Giuridici
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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