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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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proposte di direttive, incontrano poi inevitabilmente nel Parlamento europeo e specialmente nella sede decisionale politica, il Consiglio, difficoltà interpretative o di adozione delle misure proposte collegate alle diverse convenienze politiche degli Stati membri, ma ciò non toglie il loro valore tecnico e di studio. Abbiamo creduto utile inserire nella trattazione alcune statistiche sintetiche riguardanti i flussi migratori, e i rapporti tra questi e l’economia europea, su cui si basano recenti considerazioni della Commissione nelle materie in esame. (Ex facto oritur ius). Altre norme, contenute nel Trattato sull’Unione europea firmato a Maastricht nel 92 nel Trattato istitutivo della Comunità europea (versione consolidata dopo il Trattato di Nizza del 2000), riguardanti le politiche europee sui temi esaminati saranno richiamate nel corso della trattazione; fra essi citiamo: l’art.10 trattato CE (obblighi di esecuzione degli Stati membri); l’art.14 (instaurazione del mercato interno); l’art.17 e 18 (cittadinanza); l’art.39 (libera circolazione dei lavoratori); l’art.94 (ex art.100 CEE, ravvicinamento delle legislazioni); l’art.95 (ex art.100° CEE, deroghe al principio dell’unanimità per la realizzazione del mercato interno); l’art.136 (disposizioni in materia di politica sociale). I regolamenti del Consiglio 1612/68 (libera circolazione dei lavoratori) e 1408/71 (regimi di sicurezza sociale) e successive integrazioni saranno visti nel corso della trattazione, così come alcune direttive sulla circolazione e il soggiorno dei lavoratori nelle parti riguardanti i lavoratori extracomunitari. Numerosi accordi di associazione e di cooperazione con paesi terzi (elencati nell’indice delle fonti) stipulati sulla base giuridica dell’art.310 44 del trattato CE, e le Convenzioni internazionali costituiscono la “parte speciale” del diritto comunitario del lavoro degli extracomunitari, parte che riveste un valore particolare poiché su tali atti comunitari si basano importati sentenze interpretative della Corte di Giustizia delle Comunità europee 45 , che saranno a loro volta richiamate nella trattazione, che fin dagli anni 80 hanno costituito la fondamentale fonte di diritto europeo in questa materia. Gli accordi di associazione vincolano direttamente la Comunità al loro rispetto 46 secondo il diritto dei Trattati, sul quale è competente a giudicare la Corte di Giustizia di 44 Trattato CE, modificato dal trattato di Nizza, Articolo 310: La Comunità può concludere con uno o più Stati o organizzazioni internazionali accordi che istituiscono un'associazione caratterizzata da diritti ed obblighi reciproci, da azioni in comune e da procedure particolari. 45 Trattato CE: LA CORTE DI GIUSTIZIA, Articolo 220: La Corte di giustizia e il Tribunale di primo grado assicurano, nell'ambito delle rispettive competenze, il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione del presente trattato. Al Tribunale di primo grado possono inoltre essere affiancate, alle condizioni di cui all'articolo 225 A, camere giurisdizionali incaricate di esercitare, in taluni settori specifici, competenze giurisdizionali previste dal presente trattato. 46 Trattato CE, PARTE SESTA, DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI, Articolo 300: 1. Quando le disposizioni del presente trattato prevedano la conclusione di accordi tra la Comunità e uno o più Stati ovvero un'organizzazione internazionale, la Commissione sottopone raccomandazioni al Consiglio, che la autorizza ad avviare i necessari negoziati. I negoziati sono condotti dalla Commissione, in consultazione con i comitati speciali designati dal Consiglio per assisterla in questo compito e nel quadro delle direttive che il Consiglio può impartirle. Nell'esercizio delle competenze attribuitegli dal presente paragrafo, il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, salvo nei casi in cui il primo comma del paragrafo 2 richiede l'unanimità. 2. Fatte salve le competenze riconosciute alla Commissione in questo settore, la firma, eventualmente accompagnata da una decisione riguardante l'applicazione provvisoria prima dell'entrata in vigore, e la conclusione degli accordi sono decise dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Il Consiglio delibera all'unanimità quando l'accordo riguarda un settore per il quale è richiesta l'unanimità sul piano interno, nonché per gli accordi di cui all'articolo 310. … … 6. Il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione o uno Stato membro possono domandare il parere della Corte di giustizia circa la compatibilità di un accordo previsto con le disposizioni del presente trattato. Quando la Corte di giustizia abbia espresso parere negativo, l'accordo può entrare in vigore soltanto alle condizioni stabilite dall'articolo 48 del trattato sull'Unione europea. 7. Gli accordi conclusi alle condizioni indicate nel presente articolo sono vincolanti per le istituzioni della Comunità e per gli Stati membri. 12
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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei Servizi Giuridici
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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