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Il ragionamento matematico nei problemi impossibili

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sviluppati per lo più attraverso l'osservazione di comportamenti semplicissimi negli animali, a qualche cosa di così complesso come l'apprendimento scolastico?”. Dal momento che l'associazionismo riteneva che tutte le conoscenze, anche le più complesse, fossero costituite da semplici collegamenti, la risposta sembrava chiara: l’apprendimento consisteva nella creazione e nel rafforzamento delle associazioni necessarie. Lo scopo dell'istruzione elementare, sosteneva Thorndike (1922), quando sarà definito pienamente si rivelerà essere quello di provocare nella natura umana alcuni cambiamenti, rappresentati da una serie quasi infinita di collegamenti o legami; in base ad essi, l'alunno pensa o sente o agisce in certi modi, in risposta alle situazioni organizzate dalla scuola, ed è portato a pensare, a sentire e ad agire in modo simile di fronte a situazioni simili, quando queste si presentano nella vita, anche al di fuori della scuola. Il libro di Thorndike era un tentativo di spiegare come il contenuto dell'aritmetica potesse essere tradotto in legami stimolo-risposta formulati psicologicamente. Le sue ricerche hanno permesso un grande passo avanti verso l'applicazione della teoria psicologica all'insegnamento ed il suo contributo alla psicologia della matematica sta nell’aver focalizzato l'attenzione sul contenuto dell'apprendimento (tutto questo nell'àmbito di una materia specifica). Alla sua teoria dell’apprendimento non sono mancate le critiche; ad esempio William Brownell (1935) sollevò diverse obiezioni al metodo dell’esercizio ripetitivo. Secondo Thorndike, invece, programmare organicamente esercizi meccanici ripetitivi avrebbe permesso di acquisire più facilmente velocità e precisione nel calcolo aritmetico (è esperienza comune a tutti gli insegnanti che quando uno studente non impara a memoria fatti numerici e algoritmi specifici fin dalle prime volte che questi gli vengono presentati, rischia di non recuperarli mai). L’esercizio come supplemento all’insegnamento e con lo scopo di sviluppare una modalità di risposta automatica, quindi veloce, è sicuramente importante per risolvere problemi matematici (ad esempio: ripetere le tabelline fino a farle diventare un automatismo aiuta ad eliminare ostacoli durante la risoluzione dei problemi). Occorre, però, anche capire i concetti base della matematica, sia quelli che costituiscono le regole ed i procedimenti algoritmici della semplice aritmetica, sia quelli non inerenti al calcolo. Per quanto riguarda questi ultimi una parola chiave è “struttura”, cioè il modo in cui il corpo delle conoscenze matematiche è organizzato e collegato al suo interno. La struttura di un campo di conoscenza è più o meno oggettivamente verificabile; matematici esperti potrebbero probabilmente giungere ad un qualche tipo di accordo sulla struttura e sui contenuti fondamentali di un certo campo. Ovviamente un tentativo di insegnare strutture matematiche, dove per struttura si intenda la definizione succitata, deve tener conto delle capacità intellettuali di un 4
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Il ragionamento matematico nei problemi impossibili

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Zanetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Fiorella Giusberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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Parole chiave

contratto didattico
pensiero
problem solving
psicologia
ragionamento matematico

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