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Il partenariato nel Fondo sociale europeo: i casi di Veneto ed Emilia-Romagna

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7 atteggiamento interventista dell'azione politica pubblica sia regionale che locale in Emilia- Romagna, con il conferimento alle istituzioni politiche regionali e locali di un ruolo decisivo nell'elaborazione ed erogazione di servizi erga omnes. Si tratta di un ruolo che logicamente permette a tali istituzioni di acquisire prestigio ed autorità dando luogo ad un modello di governance che è stato definito del “socialismo municipale”, per sottolineare in particolare l'importanza della dimensione politica comunale nella produzione di beni pubblici in questa regione. Questo tipo di azione politica produce due effetti fondamentali: in primo luogo, grande importanza viene attribuita all'attività di programmazione come momento cruciale nel quale si decide la produzione dei beni pubblici e il perseguimento dei diritti di cittadinanza in generale ed, in secondo luogo, una governance regionale centrata sul ruolo attivo e propositivo delle istituzioni locali[Messina, 2001]. Nel caso della subcultura politica “bianca” o di matrice cattolica invece, le istituzioni pubbliche sono guardate con diffidenza e vengono viste sostanzialmente come un luogo di scambio dal quale ricavare risorse da destinare ad interessi particolaristici per la propria riproduzione in cambio di consenso politico. Questo localismo “antistatalista” confida per la risoluzione della conflittualità sociale non sull'intervento delle istituzioni pubbliche regionali e locali, ma sull'impegno e sulla solidarietà volontaria della comunità locale (principalmente cattolica, ma non solo) mentre per quanto concerne, per così dire, l'integrazione economica della comunità locale un ruolo di primo piano viene affidato ed è esercitato dalle associazioni di categoria. Naturalmente, in un contesto di questo tipo risulta essere scarsissimo il peso delle attività di programmazione in quanto connaturate ad un ruolo interventista delle istituzioni pubbliche che nella regione Veneto, come detto, non c'è [Messina, 2001 e Lippi, 2006]. Queste subculture politiche “rosse” e “bianche” danno luogo quindi a modelli istituzionali rispettivamente “integrativo” ed “aggregativo” il cui significato è ben chiarito dalle parole di March ed Olsen quando affermano che “nei processi aggregativi la leadership implica un'amministrazione fiduciaria di tradizioni sociali e bisogni futuri, e per di più comporta un ruolo educativo. [...] Le teorie dell'aggregazione considerano le politiche pubbliche e l'allocazione delle risorse come il risultato fondamentale di un processo politico. Le teorie dell'integrazione considerano come risultato primario lo sviluppo di un sistema politico dotato di scopi e valori condivisi” [March e Olsen, 1997 p.52 citato in Messina, 2001]. Passando al motivo istituzionale della comparazione, come già anticipato, esso risiede nel fatto che si tratta di due regioni a statuto ordinario dotate dunque delle medesime competenze istituzionali. La ricerca tenterà quindi di confutare l'importanza attribuita alle variabili costituzionali in particolare da Hooghe e Marks per spiegare le diverse applicazioni del partenariato, evidenziando l'influenza delle subculture politiche territoriali. Peraltro, tale critica all'uso delle variabili costituzionali nella spiegazione della differente applicazione del partenariato a livello regionale verrà anche dall'analisi della diversa reazione delle due regioni
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Il partenariato nel Fondo sociale europeo: i casi di Veneto ed Emilia-Romagna

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Signoretti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Marco Brunazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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