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L'Italia e il rilancio della Strategia di Lisbona - Il caso della Regione Veneto

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- 20 - occupazione”7. Con questo intento il Vertice di Bruxelles si è concentrato su due temi sostanziali: promuovere una crescita sostenibile e creare nuovi e migliori posti di lavoro. Il Consiglio europeo del marzo 2005, cadendo proprio a metà decennio, avrebbe potuto esaminare in modo approfondito i risultati conseguiti fino a quel momento. Infatti, il 22 e 23 marzo del 2005 i quindici Capi di Stato e di Governo, accompagnati dai dieci nuovi colleghi, si sono riuniti a Bruxelles per valutare lo stato di avanzamento dell’ambizioso programma di riforme europee. Cinque anni dopo il varo della strategia, il bilancio era alquanto modesto: le lacune e i ritardi erano evidenti, e il costo delle riforme tardive rischiava di essere alto. Un programma troppo denso, un coordinamento insufficiente e delle priorità tra loro incompatibili, insieme all’assenza di un’azione politica risoluta, hanno determinato, almeno in parte, il risultato deludente. In occasione della valutazione di metà percorso, di fronte alle grandi sfide da affrontare e al divario tra il potenziale di crescita europeo e quello dei suoi partner economici, l’UE ha deciso di rilanciare l’Agenda di Lisbona e di procedere ad un riorientamento delle priorità verso la crescita e l’occupazione: “l'Europa deve infatti rinnovare le basi della sua competitività, aumentare il suo potenziale di crescita e la sua produttività e rafforzare la coesione sociale, puntando principalmente sulla conoscenza, l'innovazione e la valorizzazione del capitale umano”8. All’inizio del 2005, la Commissione ha presentato le sue proposte per rilanciare la strategia e inaugurare una nuova partnership tra Commissione e Stati membri per la crescita e l’occupazione9. A livello comunitario, la Commissione assumeva un ruolo centrale nel promuovere l’avvio della politica e la sua attuazione; parallelamente, i Paesi membri dovevano cercare di recuperare il ritardo accumulato sull’attuazione delle riforme previste dalla strategia. La nuova Commissione Barroso riconosceva, infatti, che l’ambiziosa strategia adottata nel 2000 a Lisbona non stava raggiungendo i risultati sperati, quindi era chiaro che molti degli obiettivi prefissati per la fine del 7 Consiglio europeo, Conclusioni della Presidenza, Bruxelles, 25-26 marzo 2004, par. XI. 8 Consiglio europeo, Conclusioni della Presidenza, n. 7619/1/05 CONCL 1, Bruxelles, 22-23 marzo 2005, par. II. 9Commissione europea, Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione - Il rilancio della strategia di Lisbona (Working Together for Growth and Jobs - A new start for the Lisbon Strategy), Comunicazione al Consiglio europeo, COM(2005) n.24, Bruxelles, 2 febbraio 2005. Le Comunicazioni della Commissione europea ed altri documenti relativi alla Strategia di Lisbona sono consultabili sul sito dell’UE, sezione Growth and Jobs, http://europa.eu.int/growthandjobs/.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Gardenato
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia Internazionale
  Corso: 64/S Economia
  Relatore: Paola Savi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 310

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