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Ecologia delle comunità ittiche planiziali della provincia di Pavia

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La tutela della fauna ittica nella legislazione regionale lombarda Nell’ultimo secolo gli ambienti acquatici sono stati profondamente modificati dalle attività antropiche, con la conseguente diminuzione dell’integrità degli habitat e il progressivo ridimensionamento della risorsa ittica. Inoltre, il concetto di pesca è cambiato, passando da attività produttiva a impiego per il tempo libero. Tutto questo ha imposto la ricerca di soluzioni in grado di conciliare la domanda di prelievo con le ridotte potenzialità dei corsi d’acqua. Nel 1977, attraverso il D.P.R. 616 del 24 luglio, sono state trasferite alle Regioni competenze in materia di pesca e successivamente i nuovi organi amministrativi hanno emanato nuove leggi modificando il quadro normativo di riferimento, rimasto ancora al Testo Unico del 1931 e sui Regolamenti attuativi del 1914. Le recenti leggi regionali hanno promosso la conservazione e l’incremento del patrimonio ittico, perché risorsa di interesse collettivo, e la necessità di rendere compatibile l’attività di pesca con l’esigenza di salvaguardia. C’è un altro aspetto di grande rilevanza che ha rappresentato il maggiore elemento di innovazione: l’attribuzione di un ruolo primario alla programmazione e alla pianificazione delle iniziative della pubblica amministrazione. Nonostante non ci fosse una legge quadro dello Stato che definisse le linee guida sulla materia in questione, la maggior parte dei legislatori regionali ha adottato una programmazione attraverso piani pluriennali, riconoscendo la necessità di concretizzare le proposte di intervento. Solo alcune volte però le Regioni si sono riservate la funzione di programmazione, mentre più spesso i piani nascono da una collaborazione tra Regioni e Province. La redazione di strumenti dettagliati, le cosiddette “Carte ittiche”, rappresenta la concretizzazione dei progetti di intervento. Queste carte, con le sole differenze di ricchezza di particolari e dimensioni territoriali di riferimento, devono caratterizzare i corpi idrici dal punto di vista ecologico e ittiologico, individuare le principali cause di alterazione dell’ambiente e contenere informazioni riguardo le modalità di gestione della pesca. La programmazione lombarda: la “Carta ittica Provinciale” Già dal 1982, la Lombardia si è dotata di una legislazione precisa al riguardo con la legge n°25, in cui si prevedeva la necessità di stilare una “Carta delle vocazioni ittiche” e dei “Piani provinciali per la destinazione e l’uso delle acque pubbliche”. Nel 2001 la legge n°12 ha sostituito la precedente 8
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Ecologia delle comunità ittiche planiziali della provincia di Pavia

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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Carini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
  Relatore: Giuseppe Bogliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

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