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I Prestiti Obbligazionari degli Enti Locali

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2 In Italia, la materia relativa ai prestiti obbligazionari degli Enti territoriali è stata disciplinata con la Legge quadro di riforma delle autonomie locali - Legge 142/1990 - . Successivamente, con gli artt. 35 e 37 della Legge 724/94 è stato disposto che gli Enti territoriali possono deliberare l’emissione di prestiti obbligazionari destinati esclusivamente al finanziamento degli investimenti, essendo vietato l’utilizzo di tali titoli per il finanziamento della spesa corrente – legge costituzionale n. 3/2001 -. Le modalità relative all’emissione dei titoli obbligazionari da parte degli Enti locali sono disciplinate dal regolamento di cui al D.M. Tesoro n. 420/96. Per gli Enti locali, l’operazione è condizionata alla preliminare approvazione del progetto o del piano esecutivo dell’investimento, ovvero del piano economico-finanziario nel caso che il prestito sia finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche destinate all’esercizio di servizi pubblici a rilevanza imprenditoriale. In ogni caso, sebbene i titoli obbligazionari emessi dagli Enti territoriali siano preordinati al finanziamento di determinati investimenti, la loro remunerazione non è in alcun modo collegata ai risultati di tali investimenti. L’emissione di un prestito obbligazionario è subordinata alla condizione che l’Ente si trovi in uno stato di buona salute finanziaria e al rispetto del limite di indebitamento – T.U. 267/2000 – in base al quale l’Ente locale può emettere un prestito obbligazionario solo se l’importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti e da contrarre nell’esercizio di riferimento, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 25% delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l’emissione del prestito. Per gli Enti locali, le caratteristiche delle obbligazioni emesse sono state definite per legge in modo dettagliato: a. sono titoli al portatore; b. devono avere una durata non inferiore a cinque anni; c. se emessi in una valuta diversa da quella domestica devono prevedere la copertura del rischio di cambio mediante un’operazione di swap; d. hanno prezzo di collocamento alla pari; e. possono fruttare interessi in regime di tasso fisso o variabile, ma il loro rendimento effettivo al lordo di imposta non può essere, al momento dell’emissione, superiore di un punto percentuale a quello dei titoli di Stato di pari durata; f. devono prevedere il rimborso del capitale fin dalla prima cedola, secondo un piano di ammortamento a rata comprensiva di capitale e interesse; g. non possono essere assistiti da alcuna garanzia a carico dello Stato o delle Regioni. In mancanza di garanzie da parte di altri soggetti sovraordinati, il rimborso del prestito è
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I Prestiti Obbligazionari degli Enti Locali

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Zennato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: Rebba Vincenzo Stefano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

FAQ

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