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Le fonti di finanziamento della previdenza complementare alla luce del D.Lgs. n. 252/2005

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In relazione quanto appena descritto, la cosiddetta “Riforma Amato” ha previsto anche il graduale innalzamento, da 15 a 20 anni, dell’anzianità contributiva minima necessaria per il diritto alla pensione di vecchiaia (a regime nel 2001) e la modifica del periodo di riferimento per il calcolo della retribuzione pensionabile (base di calcolo), posta pari alla media delle retribuzioni degli ultimi 10 anni (prima 5 anni) e dell’intera vita lavorativa per i neo-assunti dal 1993. Inoltre con l’indicizzazione delle pensioni al solo andamento dei prezzi (inflazione) ed eliminando quindi qualsiasi aggancio alla dinamica salariale, si è notevolmente ridotto l’ammontare delle rendite pensionistiche eliminando del tutto le cosiddette “clausole oro” che, agganciando la variazione delle pensioni a quella del salario dei pari grado in servizio, riuscivano a determinare talvolta una rendita pensionistica addirittura superiore all’ultima retribuzione percepita dal soggetto durante il periodo lavorativo. La riforma Amato contiene poi la delega in attuazione della quale viene emanato il D. Lgs. 124/93, prima norma organica e specifica in tema di previdenza complementare che fissa le regole per la costituzione dei fondi pensione chiusi ed aperti, incentiva l’uso del Tfr a fini previdenziali ed istituisce l’organo di vigilanza di settore (Covip 6 ). Bisogna però specificare che la suddetta riforma è entrata in vigore prevedendo alcune deroghe alla sua validità che furono sancite dall’art. 2 del D. Lgs. n. 503/92 nel quale era 6 Commissione di vigilanza sui fondi pensione – artt. 16 e 17 del D. lgs 124/1993. 10
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Cecchinelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle Amministraz. Pub. e delle Istituz. Internaz.
  Relatore: Roberto Pessi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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Parole chiave

d. lgs. n. 252/2005
decreti ministeriali
previdenza complementare
riforma del tfr
tfr

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