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Rifugiati e richiedenti asilo in Italia: situazione normativa e fenomeno sociale

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vicini (i c.d. boat people). L’ACNUR si adoperò nell’aiuto dei paesi di primo asilo, promuovendo il reinsediamento di circa 2 milioni di rifugiati in paesi terzi sicuri (principalmente Stati Uniti, Canada e Australia). Nello stesso periodo l’America Latina vedeva l’affermarsi di regimi militari particolarmente reazionari e repressivi in Cile e in Argentina, e la partenza di molti rifugiati politici verso l’Europa. L’esperienza di quegli anni mise ufficialmente in crisi la nozione internazionale di rifugiato emergente dalla Convenzione. L’ACNUR vide progressivamente allargare il proprio mandato a soggetti e situazioni che non avrebbero formalmente riguardato l’applicazione della Convenzione di Ginevra, ma che nella sostanza richiedevano l’intervento e la protezione internazionale 18 . Con le crisi in Indocina, si presentò infatti la necessità di dare assistenza a soggetti che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite era riluttante a definire come “rifugiati”. Per la prima volta venne allora richiesto all’ACNUR di occuparsi delle c.d. displaced persons presenti nella regione. Questa richiesta, ripetuta successivamente altre volte, ha portato a rendere ormai pacifico in diritto internazionale l’inclusione di questi soggetti fra quelli di competenza dell’ACNUR. Oltre a ciò, molti Stati, preso atto della necessità di adottare una nozione di rifugiato che meglio corrispondesse alle reali condizioni dei profughi, stipularono accordi regionali 19 o formularono 18 Il mandato dell’ACNUR venne per la prima volta esteso a rifugiati non convenzionali per giustificare le operazioni di aiuto ai rifugiati cinesi ad Hong Kong. In quella occasione, l’assemblea generale delle Nazioni Uniti pregò l’ACNUR di prestare i suoi “buoni uffici” ai cinesi rifugiatisi ad Hong Kong che necessitavano aiuto. La tecnica del mandato a svolgere “buoni uffici”, che consentiva di aggirare il problema della critica implicita ai governi che fossero stati riconosciuti come generatori di rifugiati, fu ripetuta anche per i profughi algerini in Marocco e Tunisia e per quelli angolani in Congo. Nel 1965, la funzione dei “buoni uffici” venne formalizzata nel mandato internazionale dell’ACNUR, che da allora si estende a tutti gli sfollati a prescindere dai motivi che ne hanno determinato la fuga. 19 Tra questi deve essere ricordata la Convenzione sopra i rifugiati dell’Organizzazione dell’Unità Africana (Convenzione OUA) del 1969 che, oltre i soggetti previsti dalla Convenzione di Ginevra, definisce rifugiato “ogni persona che, a causa di aggressione esterna, occupazione, dominio straniero o gravi turbamenti dell’ordine pubblico in tutto o in parte del Paese d’origine o di cittadinanza, è obbligata a lasciare la propria residenza abituale per cercare rifugio in un altro luogo fuori del Paese di origine o di cittadinanza”. La definizione contenuta nella Convenzione OUA, nata dall’esperienza vissuta dagli stati 9
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Paltrinieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Belvisi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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Parole chiave

asilo
c.p.t.
centri di identificazione
convenzione di ginevra
diritto d'asilo
immigrazione
l. 189/02
lampedusa
profughi
richiedente asilo
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