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Il divieto di rappresentazione nell'ebraismo

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7 dedica una intera sezione nel Libro della conoscenza 33 . Le opinioni di Maimonide e quelle di molti altri maestri del passato sono state raccolte da Aharon ha-Levi, autore spagnolo del XIII sec e.v. nel Sefer ha- hinuch ( Il libro dell’educazione). Seguendo le fonti presenti nel Sefer ha-hinuch ed altre fonti che non sono presenti in questa opera, nel terzo capitolo si analizza il secondo comandamento ed il verso dell’Esodo 20,23. Da tali discussioni risulta che le immagini di Dio in qualsiasi forma esse siano, sono proibite. Per quanto concerne le immagini del creato e del mondo, c’è una discussione sul tipo di strumento utilizzato per produrre una determinata immagine ed il tipo di immagine che viene riprodotta. Infatti, i maestri distinguono tra immagini piane, quali l’illustrazione; le immagini a rilievo, come quelle ottenute con la tecnica del basso rilievo; e quelle incise a incavo. Il criterio di tale differenziazione verte sul risultato che si ottiene utilizzando una determinata tecnica, ovvero se l’immagine che ne risulta è a rilievo o meno, e sul referente, ovvero l’oggetto della raffigurazione. Si possono individuare le seguenti tipologie di referenti affrontati nelle discussioni dei maestri. 1) le immagini del creato, come le piante e tutto ciò che appartiene al mondo. 2) le immagini che rappresentano l’essere umano. 3) quattro animali che sono l’aquila, il bue, il leone e l’uomo. 4) la rappresentazione degli angeli che sono al servizio divino. 5) gli oggetti del santuario. Dai dibattiti dei rabbanim (maestri) emerge come non si tratti tanto di un divieto, quanto di sfumature dell’interdetto: così sembra che lo scopo finale a cui è destinata l’immagine, piana o in rilievo che sia, definisca il divieto o la liceità della rappresentazione , questo almeno per quanto concerne il primo punto. I punti 3, 4, 5, vengono esaminati all’interno del capitolo terzo. Quando invece si tratta di rappresentare l’essere umano in tre dimensioni, come ad esempio nella scultura, l’interpretazione dell’interdizione verte su più aspetti. L’uomo nella Torah viene presentato come l’unica creatura a immagine e somiglianza divina. 33 Moise Maimonide, Le livre de la connassance, traduit de l’hébreu et annoté par Valentin Nikiprowetzky et Andrè Zaoui, Quadriage, Paris, 1961
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Il divieto di rappresentazione nell'ebraismo

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Informazioni tesi

  Autore: Karen Naccache
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: comunicazione e mass-media
  Relatore: Michele Colafato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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