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I percorsi del museo. Orientamenti della museografia demologica in Italia

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III raccoglitori e gli informatori del Gruppo della Stadura ( il gruppo di ex contadini di Castel Maggiore che avviò la raccolta di oggetti alla fine degli anni sessanta) sull’esposizione e sulla denominazione del museo, quale è stato il ruolo degli storici dell’agricoltura e dei demologi che vi hanno lavorato. Allievo diretto di Cirese, il fautore in Italia della museografia razionalista e del metalinguaggio nel museo, P. Clemente inizialmente seguì le orme del suo maestro per poi gradualmente distaccarsene, operando quello che lui stesso definisce un tradimento. Gli esiti del pensiero museografico di Clemente sono rintracciabili in numerosi suoi scritti e in alcuni allestimenti museali, realizzati in collaborazione con altri studiosi. Occorre premettere che per lunghi anni chi ha parlato e scritto di musei difficilmente o quasi mai li ha realizzati ed è per questo che è difficile o impossibile schematizzare e far corrispondere la teoria con la pratica: si può solo procedere a far calzare questa o quella teoria a questo o quel museo e verificare quanto il museo incarni la filosofia che c’è alle spalle, se c’è. Non è certo questo il caso dell’opera intellettuale di Clemente, il cui percorso di fedeltà-tradimento è ricostruibile a partire da due esperienze museali: la settima mostra sulla condizione mezzadrile Il mestiere del contadino (bella e ciresiana, per utilizzare una sua espressione), realizzata per il Comune di Buonconvento, in provincia di Siena, e il Museo del Bosco di Orgia (Si). Nelle intenzioni del coordinatore museografico, G. Molteni, e nelle teorizzazioni del consulente scientifico, P. Clemente, il Museo del Bosco di Orgia, inaugurato nel 1993, doveva rappresentare la fase ultima di un iter dal museo-luogo di contenimento al museo-luogo di comunicazione, specificando però che il tipo di linguaggio auspicabile per un museo demologico non è quello della divulgazione scientifica , ma è un linguaggio in cui si contempla anche la dissonanza di codici: la comunicazione museale è contaminata dagli apporti delle arti, della poetica e dell’estetica dell’allestimento, dal linguaggio non scientifico dei protagonisti della cultura che si sta descrivendo, dalle suggestioni evocative. Il percorso del museo deve essere programmato, non necessariamente diretto a finalità scientifico- divulgative, ma inserito in un’offerta culturale, rivolta al pubblico e inserita nel territorio: questo percorso Clemente lo nomina scenografia unitaria e lo considera fondamentale per la costituzione e per la lettura di un museo.
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I percorsi del museo. Orientamenti della museografia demologica in Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Iuliano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Lello Mazzacane
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 218

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