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Innovazione tecnologica e convergenza multimediale. Oggetti e usi sociali.

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ficazione cronologica delle innovazioni, ripercorriamo la storia del medium più significativo di questo secolo: la televisione 25 . I primi prototipi di televisione appaiono negli anni Venti, ma una serie di brevetti per la trasmissione a distanza delle imma- gini cominciarono ad essere depositati già dai primi del Novecento. Le trasmissioni sperimentali di televisione meccani- ca di John Baird in Inghilterra risalgono al 1925 (al 1930 per la sincronizzazione fra suono e immagine). Poco più tardi inizia a prendere forma la televisione elettronica grazie a Vladimir Zworykin, che nel 1929 mette a punto il cinescopio e due anni dopo realizza l’iconoscopio 26 . Nonostante questi avanzamenti tecnologici, però, ancora nel 1945 le famiglie americane dotate di apparecchi televisivi erano solo il 4 per cento della popolazione, mentre saranno il 48 per cento nel 1956 e l’89 per cento nel 1960, quando si conteranno oltre cinquanta milioni di apparecchi. In Europa, invece, il fenomeno televisivo arriverà con un ritardo di almeno una decina di anni. Ora, nel modello di Ortoleva gli anni Quaranta e Cinquanta, nonostante abbiano assistito al boom della televisione, sarebbero da considerare comunque anni di consolidamento, più che di rinnovamento. Ciò che interessa all’autore, infatti, è che le scelte tecniche che condussero alla realizzazione della moderna televi- sione elettronica vennero compiute nei quindici anni successivi al 1920, epoca degli esperimenti di Zworykin e periodo che cor- risponde, secondo la cronologia di Ortoleva, alla terza ondata esplosiva. Limitando l’analisi dell’innovazione alle conquiste tecniche rag- giunte, la tesi sui cicli di innovazione – che tra l’altro sono state contestate anche sul piano strettamente cronologico da Nathan Rosenberg 27 – potrebbe anche essere valida in questo caso parti- colare della televisione come in altri. IL CONTRIBUTO DELL ECONOMIA 27 addensarsi e sovrapporsi l’una all’altra (fino a raggiungere un effetto di ridondanza quando più tecnologie, nate all’incirca simultaneamente, si scontrano per uno stesso mercato) e periodi “riflessivi”, nei quali le innovazioni di rilievo sono sporadiche e si hanno invece soprattutto processi di diffusione delle tecnolo- gie già introdotte 22 ». Esplosivi sarebbero stati i periodi tra il 1830 e il 1840, il ventennio tra il 1875 e il 1895, i quindici anni succes- sivi al 1920, nonché il periodo dal 1975 ai giorni nostri 23 . Lo stesso Ortoleva, però, sostiene che i cosiddetti periodi rifles- sivi non devono essere considerati come momenti morti: «la loro funzione nella storia dei mezzi di comunicazione, e nel processo globale di industrializzazione della cultura di massa […], è stata probabilmente altrettanto importante 24 ». E’ in queste fasi non esplosive dell’evoluzione tecnologica, infatti, che si verifichereb- bero fenomeni come l’effettiva adozione di massa dei nuovi oggetti tecnici, la trasformazione e il consolidamento di nuove abitudini di uso e consumo tecnologico, nonché la ridefinizione degli assetti legislativi e istituzionali all’interno della società in cui le nuove tecnologie si sono diffuse. Ecco allora che l’architet- tura dei cicli proposta da Ortoleva inizia a scricchiolare. Come è possibile, infatti, considerare concluso un ciclo di innovazione prima ancora che il cambiamento tecnico si sia effettivamente dispiegato anche a livello sociale e istituzionale? E, quindi, come è possibile separare la fase esplosiva da quella riflessiva? Il modello dei cicli, inoltre, pone il difficile problema di definire quale sia il giusto criterio da adottare per “datare” un’innova- zione. In poche parole, quando nasce un’innovazione? Nel momento della registrazione del brevetto, con l’inizio della sua commercializzazione o nella fase di massima espansione del nuovo mercato? Per comprendere meglio quali problemi pone una rigida classi- INNOVAZIONE TECNOLOGICA E CONVERGENZA MULTIMEDIALE 26
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Informazioni tesi

  Autore: Viviana Cozi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Enrico Menduni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

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