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Innovazione tecnologica e convergenza multimediale. Oggetti e usi sociali.

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non può ignorare questo fenomeno, anzi, dovrebbe sfruttarlo a proprio favore perché essere complementari e non innovativi, a volte, conviene. E’ quello che ha fatto ad esempio la IBM consentendo la costru- zione di cloni a buon mercato dei suoi computer, i cosiddetti IBM compatibili. Un atteggiamento antimonopolista che ha per- messo l’affermazione del Pc (ossia lo standard proposto dalla IBM) sugli altri concorrenti, con grossi guadagni, non solo per le altre aziende produttrici che avevano optato per questo stan- dard, ma anche e soprattutto per la stessa IBM. Un altro esempio classico dei benefici connessi alla complemen- tarità sono gli accordi sugli standard. Si pensi, ad esempio, all’accordo europeo sul Gsm 43 , a quello che ora si tenta di realizzare per la radiotelefonia mobile di terza generazione 44 , o ancora al protocollo standard per le trasmissio- ni via Internet, il TCP-IP 45 , che per la prima volta ha permesso di mettere in comunicazione fra di loro computer con sistemi hardware e software diversi. In tutti questi casi, accordarsi per l’affermazione di uno standard ampiamente riconosciuto ha per- messo di sfruttare al meglio il principio della complementarità, favorendo lo sviluppo dei prodotti e dei mercati collaterali alla tecnologia oggetto di standardizzazione e, di conseguenza, penalizzando gli altri. Economie esterne di rete - Questo vantaggio derivante da un’ado- zione diffusa riguarda un genere particolare di tecnologie, che, come le telecomunicazioni, sono strutturate a rete e la cui utilità è strettamente collegata al numero di utilizzatori o, meglio, degli abbonati alla rete. Questo principio elementare è stato recentemente riformulato dal fondatore della 3Com Corporation e progettista del proto- IL CONTRIBUTO DELL ECONOMIA 37 Con l’affermazione del principio di learning by using, entra defi- nitivamente in crisi il modello epidemiologico (chiamato così in quanto presuppone che le innovazioni si diffondano per “conta- gio” ossia per imitazione) proposto da Edwin Mansfield 38 e Zvi Griliches 39 . Secondo questi autori, infatti, la curva di diffusione di un nuovo prodotto seguirebbe un andamento regolare a “S”. Dopo un avvio lento e una fase di improvviso boom, il mercato andrebbe via via saturandosi fino alla completa stagnazione. Pur avendo fatto luce su alcuni dei fattori che sono in grado di influenzare il comportamento economico delle imprese in tema di adozione delle innovazioni 40 , questo modello – ripreso anche in campo sociologico dai cosiddetti diffusionisti 41 - non prende affatto in considerazione la prassi, sempre più comune, di apportare modifiche e migliorie al nuovo prodotto anche dopo il lancio, né considera l’eventualità, anch’essa invece molto comu- ne, che solo una seconda o terza versione di un oggetto tecnico possa avere successo. Oggi, quindi, sia sul versante degli studi economici, sia su quello degli studi sociologici, il modello epi- demiologico è ormai criticato per diversi motivi: «per la suppo- sta dimensione unidirezionale della diffusione, per la passività dei fruitori che, di fronte all’offerta tecnologica, si limiterebbero ad accettare o rifiutare l’innovazione, per l’uso della tecnologia come variabile astratta e immutabile che non subisce trasforma- zioni nell’arco del processo 42 ». Complementarità tecnologiche - Una tecnologia già largamente adottata ha il vantaggio di avere a sua disposizione tutti i pro- dotti collaterali di cui produttori e utilizzatori hanno bisogno, dalle materie prime, ai macchinari per la fabbricazione, ai pezzi di ricambio. Una nuova tecnologia che voglia imporsi su quella già esistente INNOVAZIONE TECNOLOGICA E CONVERGENZA MULTIMEDIALE 36
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Informazioni tesi

  Autore: Viviana Cozi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Enrico Menduni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

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