"The Monk". Il "Gothic romance" di Matthew G. Lewis

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9 fino al 1737, conobbe uno straordinario successo. Altre raccolte di una certa importanza furono The Hive (1724), Orpheus Caledonius (1725) di William Thomson, Warbling Muses (1749) di Wakefield e Prolutions (1760) di Capell. M. Summers conclude che “The eighteenth century was enthusiastic for ballads” 1 . L'emergere della narrativa gotica è preparata e coincide con un grande ritorno di interesse per il dramma elisabettiano. Tra il 1709 e il 1765 apparvero ben otto edizioni delle opere di Shakespeare. Pope, nume tutelare della poesia augustea, nella Preface alla sua edizione delle opere di Shakespeare del 1725 scrive: "I will conclude by saying that Shakespeare, with all his faults, (...) one may look upon his works, in comparison of those that are more finished and regular, as upon an ancient piece of Gothic architecture, compared with a neat modern building: the latter is more elegant, but the former is more strong and more solemn" 2 . Già John Dryden nel suo Of Dramatic Poesie aveva scitto che Shakespeare “was the man who of all Modern, and perhaps Ancient Poets, had the largest and most comprehensive soul”. E nella sua Preface a Troilus and Cressida leggiamo: “Shakespeare had an Universal mind, which comprehended all Characters and Passions” 3 . Joseph Warton esalta "the bold and severe strokes, the terrible graces, of our irregular Shakespeare, especially in the scenes of magic and incantation. These Ghotic Charmes are in truth more striking to the immagination than the Classical" 4 . Nei confronti di Shakespeare c'era "a steady rise of idolatry throughout the eighteenth century" 5 . Shakespeare fornisce agli scrittori gotici molti temi e immagini; tipicamente modellati su quelli shakespeariani sono, ad esempio, i villains dei romanzi gotici. Ma rimandando ad altro luogo un'analisi più dettagliata dei debiti dei principali romanzi gotici con Shakespeare, notiamo in generale come i suoi plays offrono ottimi esempi di atmosfere soprannatutali e inquietanti: Hamlet, Macbeth, Julius Caesar e Richard III sono attraversati da fantasmi, in particolare in Macbeth e Julius Caesar ci sono profezie e tutta una serie di portenti soprannaturali; King Lear presenta un paesaggio selvaggio e sublime dove si scatena la forza minacciosa della natura e la follia umana; Romeo and Juliet, poi, ha un'intera gamma di orrori: tombe, cripte, sepolcri, ossa ed esalazioni mortuarie. Quasi nessuna opera di Shakespeare ci risparmia crude descrizioni della corruzione fisica e della morte; in quasi tutte campeggia la figura di un prevaricatore dal cupo orgoglio. In Marlowe, poi, "gli spettacoli di sangue non sono sentiti come orripilanti, ma come esaltanti" 6 e il suo Doctor Faustus è stato un modello per tanti protagonisti di romanzi gotici, da Vathek, ad Ambrosio, a Frankenstein, a Melmoth. In questo recupero del teatro elisabettiano (con un grande raffinamento nel campo della pratica teatrale), le opere di Massinger furono ristampate nel 1761, quelle di Beaumont e Fletcher nel 1778, insieme a The Witch di Middlenton. I romanzieri gotici condividevano poi con i tardi autori di teatro elisabettiano una tendenza ad indugiare su morbosi pensieri di morte ed il loro corteo di visioni sepolcrali. Le più crude rappresentazioni del macabro, del fisicamente orribile e rivoltante, erano una caratteristica di autori come Webster, Ford, Marston e Tourner; le 1 Ibid. Come si può vedere le Lyrical Ballads (1798) di Wordsworth e Coleridge non vennero fuori dal nulla, ma coltivate in un ambito culturale che sarà comune a quello del Gothic Romance. 2 In M. Lévy, op. cit., p.54; M. Billi completa la citazione con: “L’edificio gotico è molto più vario ed è composto da appartamenti assai più nobili anche se vi giungiamo attraverso corridoi bui, strani e insoliti”, in M. Billi, op. cit., p.135. 3 Le due citazioni di J. Dryden sono prese da M. Summers, op. cit., p.395. 4 J. Warton, An Essay on the genius and writings of Pope (1782); in M. Lévy, op. cit., p.57. 5 D. Varma, op. cit., pp.30-31. Anche da un punto di vista pittorico, le opere di Shakespeare ispirarono molti grandi artisti, che esposero i loro quadri a Londra nella Shakespeare Gallery (1780-90), cui successe la Milton Gallery (1790-99) dominata pressocchè interamente da quadri di Fussli. 6 M. Praz, La carne, la morte e il diavolo, p.36.

Anteprima della Tesi di Davide Magnisi

Anteprima della tesi: "The Monk". Il "Gothic romance" di Matthew G. Lewis, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Davide Magnisi Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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