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La comunicazione al servizio del nuovo ruolo imprenditoriale delle società professionistiche di calcio. Il caso del Bologna F.C. 1909.

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5 Quello che avevano in comune tutti i giochi riconducibili al calcio era la violenza: nel tentativo, infatti, di entrare in possesso del pallone si scatenavano vere e proprie zuffe che terminavano con feriti e malconci. Ed è sia a causa dei danni fisici che si procuravano i giocatori, sia a causa del folto numero di spettatori che già all’epoca le partite richiamavano attorno al “terreno di gioco”, ben presto sia l’hurling sia gli altri giochi con la palla divennero oggetto di proibizioni da parte delle autorità che li ritenevano minaccia dell’ordine pubblico e li vedevano in “concorrenza con l’addestramento militare al tiro con l’arco” (Dunning, E. – Elias, N., 1998, pag. 224) ritenuto più importante. Solo a partire dalla metà del XIX secolo poi, iniziò a svilupparsi quello che da subito venne definito football, l’antenato vero e proprio del calcio moderno. In seguito alla progressiva regolamentazione dei giochi popolari della tradizione medievale inglese, tra i quali lo hurling, le public school iniziarono ad integrarli e a considerarli come un fattore di disciplina e moralità. Innanzitutto vennero specificate le regole basilari: l’uso delle mani fu eliminato assieme al contatto fisico, l’obiettivo era quello di buttare la palla tra due pali, il numero di giocatori per squadra fu fissato a una dozzina. Era nato il calcio. Ben presto però si presentò il problema dell’uniformità delle regole. Nonostante, infatti, le linee generali fossero state tracciate, “ dato che non esistevano né regole scritte né organizzazioni centrali che unificassero il modo di giocare (Dunning, E. – Elias, N., 1998, pag. 233) le prime partite e i primi tornei tra le università vedevano l’applicarsi di norme abbastanza soggettive: “il modo in cui la gente giocava dipendeva dai costumi locali (Dunning, E. – Elias, N., 1998, pag. 233). L’uniformazione delle regole però non fu facile poiché incontrò l’ostacolo di due diversi filoni di pensiero: chi voleva conservare l’uso di piedi e mani, nonché il contatto fisico; chi voleva escludere sia l’uso delle mani sia il contatto fisico. Le divergenze portarono alla nascita di due associazioni distinte: nacque così nel 1863 la Football Association e nel 1871 la Rugby Union. È del 1855 la prima società calcistica del mondo: lo Sheffield Club. E da lì tutti gli altri club che sorsero dalla passione degli imprenditori, dei ceti medi e degli operai. Il Manchester nacque nel 1885 ad opera di ferrovieri, il Coventry nel 1883
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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Cavazzoni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione Politica e Sociale
  Relatore: Giuseppe Facchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

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bologna fc
calcio e comunicazione
comunicazione nello sport
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