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Analisi della comunicazione pubblicitaria delle sigarette: due marchi a confronto

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6 Ma la prima sigaretta viene accesa anche prima dei 15 anni nel 26,6% dei casi, più dalle ragazze che dai ragazzi; la maggior parte dei giovani (58,2%), quindi, inizia a fumare tra i 15 e i 17 anni e solo il 14,1% tra i 18 e i 24. I dati Iss-Doxa rivelano inoltre che non hanno mai fumato il 76,2% dei giovani e che gli ex fumatori sono il 4%. La percentuale dei giovani fumatori è minore nelle regioni del Sud e nelle Isole (17,9%), mentre al Nord e al Centro la quota è rispettivamente del 21,7% e del 21,4%. Rispetto agli adulti i giovani fumano al giorno meno sigarette: 10 contro 14. Nell’indagine è stata valutata anche l’intenzione a smettere di fumare e i risultati mostrano che solo il 10,2% pensa seriamente di abbandonare il vizio del fumo nei prossimi 6 mesi, ma nessuno dei giovani si rivolge al medico di base per smettere di fumare: soltanto l’1,9% ha dichiarato di aver chiesto aiuto. Proprio per sottolineare che il problema del tabagismo è molto grave su scala mondiale, potrebbe essere importante far riferimento ai dati riportati dalla OMS riguardo alle morti annue legate a patologie fumo-correlate: quasi 5 milioni di decessi nel mondo sono stati causati dal fumo; in Europa, invece, sono 1,2 milioni. Il 20%, inoltre, di tutte le morti sono da correlare al fumo di sigaretta. Di queste il 35% è dovuto a tumori, il 56% a malattie cardiovascolari e respiratorie, il 9% ad altre cause (sempre fumo-correlate). Restringendo il campo e guardando all’Italia sono 80 mila i decessi attribuibili al fumo ogni anno, praticamente il 14,2% di tutte le morti. La previsione dell’OMS è che, se non saranno adottate misure efficaci, le morti attribuibili al fumo potranno divenire 8,3 milioni nel 2030 e l’80% delle vittime si registrerà nei paesi a reddito medio e basso. Sempre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il tabacco uccide più dell’Aids e della droga e nel 2015 le morti dovute al tabacco saranno il 10% del totale e supereranno del 50% quelle causate dall’Aids. In riferimento a questi dati è quindi possibile definire il tabacco la prima causa di morte facilmente evitabile.
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Analisi della comunicazione pubblicitaria delle sigarette: due marchi a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Ando'
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Renata Metastasio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

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