L’astrologia e il potere nella Roma repubblicana e imperiale

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L’astrologia e il potere nella Roma repubblicana e imperiale Le origini: l’astrologia mesopotamica 6 rappresentava la parola “Dio” era lo stesso usato per “stella”, “astro” e “costellazione”. La sede degli dèi era il cielo 6 : era lì che bisognava ricercare i loro messaggi. 2. I primi testi astrologici “Da molto tempo i Caldei hanno condotto osservazioni sulle stelle e, primi tra tutti gli uomini, hanno indagato nella maniera più accurata i movimenti e la forza delle singole stelle; per questo essi possono predire molto il futuro degli uomini”. Diodoro Siculo inizia così 7 la descrizione delle conoscenze astronomiche dei Babilonesi. A Diodoro fanno eco Cicerone, Plinio e molti altri scrittori classici 8 , tutti concordi nell’attribuire agli abitanti della Mesopotamia tale primato. Per Diodoro i Caldei sostenevano di dedicarsi allo studio delle stelle da oltre 473.000 anni, per Cicerone da 470.000; Plinio riferisce l’opinione di Epigene di Bisanzio (720.000 anni), di Beroso e Critodemo (490.000 anni). Sono dati inverosimili, che infatti gli autori appena citati accolgono con scetticismo, ma che legano concordemente l’astrologia al mondo mesopotamico. Ma senza scomodare ulteriormente gli autori classici, che sono pur sempre una fonte indiretta, è preferibile rintracciare le testimonianze dirette forniteci dalla cultura mesopotamica: ad essa appartengono i più antichi testi di carattere astronomico e astrologico. Il primo compendio babilonese di astronomia, una serie di 3 tavolette denominata “mul-apin” (“stella dell’aratro”), elenca 18 costellazioni situate su tre “sentieri” paralleli (la “strada di Enlil, la strada di Anu e la strada di Ea”, ovvero il cielo 6 Questa affermazione trova un riscontro nell’ideologia degli ziqqurat. Lo ziqqurat, modello in miniatura della montagna cosmica, era il luogo privilegiato del rapporto tra l’uomo e la divinità, in quanto era più prossimo al cielo. In fondo gli Ebrei accusavano i Babilonesi di superbia perché volevano ridurre, con la torre di Babele, la distanza tra l’uomo e la divinità. Inoltre molti testi babilonesi affermano che gli dèi hanno una casa in cielo, di cui il tempio è solo un pallido riflesso in terra. 7 Diodoro, Biblioteca Storica, II, 29. 8 Cicerone, De divinatione, I, 19 e II, 46; Plinio, Naturalis Historiae, VII, 57; ecc.

Anteprima della Tesi di Claudio Oriani

Anteprima della tesi: L’astrologia e il potere nella Roma repubblicana e imperiale, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudio Oriani Contatta »

Composta da 371 pagine.

 

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