Banlieues: i luoghi dell'emarginazione

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INTRODUZIONE sociologi e urbanisti e video-interviste a politici francesi e a giovani protagonisti della rivolta, che mi hanno dato un quadro chiaro e dettagliato della ricezione dell'evento in Francia. Inoltre molto utile è stata la visione di due film sulla condizione sociale nelle periferie francesi: “La Haine” di M. Kassovitz (1995) e “L'esquive” di A. Kechiche (2002), (basati quotidianità di giovani banlieuesards, le cui ambientazioni mostrano le condizioni abitative, scolastiche e lavorative degli abitanti dei “quartieri sensibili”). Altre fonti da me utilizzata sono stati i testi di canzoni Rap, vera colonna sonora della vita nelle periferie. I cantanti rap essendo loro stessi banlieuesards, ben sanno descrivere storie e sogni che provengono dalla miseria, dall'emarginazione, parlano della mancanza di prospettive, del razzismo e delle discriminazioni quotidiane, della repressione poliziesca e del vuoto politico. Infine ho avuto anche la possibilità di visitare Parigi e vedere personalmente questi agglomerati urbani chiamati banlieues, che mi ha reso l'idea della condizione generale di esclusione abitativa e sociale. Di tutto il materiale raccolto e analizzato ho voluto porre l'attenzione sui protagonisti di queste sommosse: giovani e giovanissimi per la maggiora parte figli dell'immigrazione, cercando di individuare le ragioni che li hanno spinti a ribellarsi, in modo così violento e spettacolare, contro la Repubblica francese. La mia analisi è partita dunque dalla descrizione della composizione etnica dei rivoltosi e delle differenze tra gli stessi (nordafricani e subsahariani), dal loro rapporto con la violenza (bande giovanili) e con la propria religione d'origine (Islam). In secondo luogo ho enucleato l'insieme delle cause strutturali della rivolta (disoccupazione e segregazione scolastica) e del conseguente rapporto conflittuale con le forze dell'ordine (stato di eccezione). In ultima analisi ho trattato delle modalità di organizzazione e sviluppo della rivolta in se stessa e della comunicazione del fenomeno in generale da parte dei mass medias, visto l'importanza essenziale non tanto dell'accaduto ma della sua spettacolarizzazione, nella nostra società dell'immagine. Nel far ciò, ho dato un taglio prettamente fenomenologico, ossia ho lasciato “parlare” i protagonisti della rivolta, non tralasciando il controverso ruolo delle donne, parte attiva e integrante della scena francese. 3

Anteprima della Tesi di Lisa Barbanti

Anteprima della tesi: Banlieues: i luoghi dell'emarginazione, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lisa Barbanti Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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